Voce alla birra

VOCE ALLA BIRRA. La Rauchbier tedesca

Ancora oggi come nel 1400

Care amiche e cari amici de La Voce, chiudendo l’articolo della scorsa settimana, vi avevo anticipato che saremmo andati a scoprire una tipologia di birra tedesca, la cui produzione è molto particolare. Vediamo dunque come viene realizzata la Rauchbier

La storia della Rauchbier comincia a Bamberg agli inizi del 1400 e per crearla, ci si affida alla combinazione di quattro elementi naturali: l’orzo verde, il legno di faggio, il fuoco ed il fumo che ne connotano profumo e sapore. Non particolarmente alcolica, è una birra che sa farsi apprezzare soprattutto per la sua particolarità: quella di essere “affumicata”. Conosciamola meglio e più da vicino.

RAUCHBIER

Fermentazione: bassa
Classificazione legale: da normale a speciale
Classificazione commerciale: specialità
Storia: 15° Secolo – Una specialità della città di Bamberg, prodotta con il vecchio sistema di essicazione dell’orzo verde a contatto con la fiamma e con il fumo di legno del faggio. Rauchbier infatti, significa ‘birra fumo’ e per bilanciare questa fumosità si utilizza più luppolo. Documenti fanno risalire la nascita di questa specialità al 1405. Ovviamente, la fermentazione a quei tempi non era bassa.
Ingredienti: acqua con lievi carbonati; malto Rauchmaltz e Vienna (affumicati con faggio); malto Pilsner e Monaco. Luppoli tedeschi e cechi. Lievito bassa.
Note: lo stile ricorda sia le Marzen, sia le Festbier ma con un accentuato aroma e sapore di fumo. Sono presenti altri stili affumicati quali le Helle, le Bock, le Dunkel, le Swarz e le Weizen.
Aspetto: chiaro. Schiuma cremosa, aderente e persistente.
Area olfattiva prevalente: prevale la miscela di fumi e l’odore del bacon.
Area gustativa prevalente: maltato e dolce al palato con forti sentori di fumo. Moderato è l’amaro del luppolo. La chiusura è secca.
Grado alcolico: da 4,8 a 6
Temperatura di servizio: da 6 a 8° C

La prossima settimana, faremo la scoperta di un’altra tedesca la cui storia ha avuto un percorso piuttosto tortuoso.

A presto e… salute!

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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