Scienza

L’alto livello di inquinamento condiziona l’espressione dei nostri geni

L’inquinamento è un nemico pericoloso non solo per l’ambiente ma anche per noi

Il rapporto di Legambiente sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane Mal’aria 2018 – “L’Europa chiama, l’Italia risponde?”, ha mostrato un’emergenza sulla qualità dell’aria e sullo smog sempre più critica nel nostro paese: l’aria nelle grandi città è irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili e dell’ozono. L’inquinamento è un nemico pericoloso non solo per l’ambiente ma anche per noi e ovviamente non solo per l’Italia: i morti riferibili a inquinamento nel mondo ogni anno sono 7 milioni.

E’ un dato di fatto: l’inquinamento fa male. Ma ciò che non sappiamo è che queste concentrazioni elevate di smog intaccano l’espressione dei nostri geni. Cosa significa? In sostanza che l’impatto di particolati fini e di gas comporta modifiche al lavoro del nostro Dna. A rivelarlo un complesso studio canadese pubblicato sull’ultimo numero della rivista Nature Communication. Questo impatto sul nostro Dna è notevole, tanto più alto di quello riferito alla nostra discendenza genetica. Lo studio ha mostrato che conta più dove si vive e che cosa si respira tutti i giorni, piuttosto che la storia dei propri nonni e bisnonni.

Gli scienziati si sono sempre interrogati su quanto interferiscano genetica e ambiente nel decidere chi siamo e come stiamo e la ricerca ha dato molte risposte via via sempre più affinate per arrivare ad un quadro il più completo possibile. Tuttavia, lo studio condotto dal team canadese, ha aggiunto un tassello importante in più grazie a un smisurato numero di dati – circa 1,6 milioni – riferiti a più di mille cittadini tra i 40 e i 70 anni, abitanti in regioni diverse del Quebec: Montreal, il maggiore centro urbano con una densità di 4500 abitanti per kmq, Quebec City, più piccola e meno densamente abitata, e Saguenay-Lac- Saint-Jean, una regione di boschi e laghi. Il livello di inquinamento cambia molto tra i tre centri, mentre tutti i soggetti coinvolti nello studio hanno la stessa origine: sono tutti discendenti dei coloni francesi insediatesi in Canada ai primi del Seicento.

Così, mentre la genetica di base era più o meno omogenea, si è potuto ponderare il livello di espressione di alcuni geni (valutato misurando la quantità di certe proteine nel sangue, che dai geni derivano) incrociandolo con l’esposizione a inquinanti ambientali. Questo ha dimostrare quanto affermato prima: che non conta tanto da chi si discende, quanto dove si è vissuto. Infatti dallo studio è emerso che la regione geografica di residenza pesa davvero tanto, tanto da contribuire a spiegare perché tra una regione e l’altra si trovino differenze nell’incidenza di asma e di altre malattie. Grazie a questo studio si ha avuto un ulteriore prova del fatto che il particolato fine sia dannoso anche a concentrazioni inferiori a quelle consentite dalla legge, e diventi causa di malattie respiratorie e cardiovascolari che possono portare alla morte da inquinamento.

Beatrice Spreafico

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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