Cucina

Malloreddus con salsiccia

Dalla tradizione gastronomica sarda

Care Amiche e cari Amici de La Voce, il nostro lungo peregrinare da nord a sud dell’Italia, alla scoperta dei piatti tipici regionali, è giunto al termine. Per congedarci abbiamo scelto una terra bellissima: la Sardegna, una terra che propone prodotti della terra e del mare, indistintamente.

Uno dei piatti più rappresentativi dell’isola, è dato dai malloreddus con salsiccia. Non sono particolarmente complicati da preparare. Per realizzarli per 6 persone vi basteranno 20 minuti più altri 30 per farli riposare e 50 per la loro cottura.

La vostra cucina dovrà essere accessoriata di 500 grammi di malloreddus, 200 grammi di salsiccia, 800 grammi di polpa di pomodoro, una cipolla, 150 grammi di pecorino sardo grattugiato, una foglia di lauro ed un pizzico di zafferano. Inoltre, sale ed olio extravergine d’oliva per quanto potranno bastare.

Innanzitutto pensate al condimento. Tagliate a pezzetti la salsiccia e fatela rosolare in una padella, insieme alla cipolla che avrete tagliato a fettine sottili. Quando vedrete la cipolla imbiondire, abbinate i pomodori e lasciate che il tutto cuocia per tre quarti d’ora circa.

Quando mancheranno dieci minuti al termine della cottura, aggiungete lo zafferano ed il lauro. Mescolate il tutto con cura affinché gli ingredienti si amalgamino tra loro.

Lasciate riposare per 30 minuti trascorsi i quali, potrete cominciare a preparare i malloreddus. Cuoceteli al dente ed una volta scolati, aggiungete il condimento ed una generosa grattugiata di pecorino. Il piatto sarà così pronto da servire.

Per quanto riguarda l’abbinamento con il vino, il mio suggerimento è quello di restare in Sardegna con il famosissimo Cannonau.

Alla prossima ricetta!

Chef Antony

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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