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Alfie, non molla. Il distacco delle macchine prima sospeso, poi riattivato ed ancora sospeso

L’Italia gli concede la cittadinanza

Alfie Evans non vuole morire. La vicenda del bambino inglese affetto da una gravissima forma patologica neurodegenerativa, sta commuovendo il mondo e nella giornata di ieri, è stata segnata da alcuni avvenimenti di considerevole importanza.

Dapprima, la Corte Europea per i Diritti Umani, aveva respinto il ricorso presentato dai genitori del bambino, i quali chiedevano l’adozione di provvedimenti per permettergli di continuare a vivere. Secondo i togati di Strasburgo, il ricorso è inammissibile. Nella giornata di venerdì scorso, la Corte europea aveva ricevuto la richiesta di imposizione nei confronti di Londra, al fine di dare priorità a trattare il caso. In un altro ricorso, i genitori di Alfie chiedevano alla Corte europea, il riconoscimento del fatto che al bambino era negata la libertà di movimento, cosa che gli impediva di essere trasferito in un ospedale diverso.

A seguito dei No di Strasburgo, alle 14 i medici dell’ospedale di Liverpool dove Alfie è ricoverato, avevano avviato le procedure per il distacco dalle macchine e più precisamente, del respiratore artificiale che gli consente di vivere.

La notizia del respingimento del ricorso da parte della Corte di Strasburgo, aveva scatenato la reazione di un centinaio di manifestanti che stanno sostenendo la causa di Alfie, sostando di fronte all’ospedale. E’ dovuta intervenire la Polizia per impedire che alcuni di loro facessero irruzione nella struttura sanitaria, volendo impedire che le macchine venissero staccate.

La procedura viene però sospesa sino alle 16,30, ora di Londra (le 17,30 in Italia), per il presentarsi di un cavillo. Intanto l’Italia, da sempre contraria a far morire Alfie, fa la sua parte: il Ministro degli Esteri, Angelino Alfano e quello degli Interni, Marco Minniti, hanno firmato il decreto che concede ad Alfie la cittadinanza italiana: una mossa per poter ottenere che il bambino possa essere ricoverato presto in un nostro ospedale.

Nella serata di ieri, il giudice della Corte d’Appello britannica, Anthony Hayden, lo stesso che aveva dato il via libera a staccare le macchine ad Alfie, ha deciso di ascoltare con urgenza, i rappresentanti legali italiani che stanno affiancando i familiari del bambino.

Poi, l’ennesimo colpo di scena: intorno alle 22,30 i giudici britannici danno nuovamente il via libera ai medici per staccare le macchine ma i genitori di Alfie non demordono e gli praticano la respirazione bocca a bocca per tutta la notte, cosa che gli permette di non morire. I medici non vogliono credere ai loro occhi: secondo loro, Alfie sarebbe dovuto morire in capo a pochi minuti dallo spegnimento delle macchine. Certo è che a seguito di quanto accaduto, i sanitari decidono di riattaccarlo nuovamente al respiratore artificiale.

Per il piccolo Alfie si è mosso anche il Pontefice. Papa Francesco, in un tweet ha dichiarato: “Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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