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Grillo: la legge elettorare impedisce al M5S di governare. E sull’euro: “Serve un referendum”

Il fondatore del M5s parla di un colpo di Stato all'incontrario in Italia. Ma Renzi: "Grillo sbrocca, orgoglioso di aver impedito l'accordo Pd-M5s".

Beppe Grillo, in un’intervista pubblicata da ‘Putsch’, è tornato a parlare dell’addio all’euro. Grillo ha proposto un referendum per la zona euro: “Voglio che il popolo italiano si esprima. Il popolo è d’accordo? C’è un piano B? Bisogna uscire o no dall’Europa? Tutti i trattati che sono stati firmati erano giusti, ma sono stati deformati dai regolamenti”. Secondo Grillo, “se siamo un’unione di Paesi, dobbiamo condividere. In seno al Movimento Cinque Stelle abbiamo riflettuto su 7 punti come il Patto di bilancio europeo, l’eurobond, l’euro-obbligazione o la condivisione del debito. Perché ci sono due economie, quella del nord e quella del sud. E noi, gli italiani, siamo nel sud”, ha spiegato.

Grillo ha sottolineato come l’Italia si trovi in uno stato di post-democrazia e che nel Paese vi sia stato un colpo di stato all’incontrario perché “si è utilizzata la democrazia per distruggere il Paese ed è stata fatta ‘a tavolino’ una legge elettorale per impedire al Movimento Cinque Stelle di governare”. Secondo Grillo, “a causa di una legge elettorale, ci siamo ritrovati – e lo sapevamo già – in un’impasse. La legge è stata decisa a tavolino per impedirci di governare. E allora cos’è la democrazia? Io non lo so, ma la democrazia dovrebbe permettere a chi ha raccoglie più voti di governare”, ha dichiarato.

Dopo queste affermazioni di Grillo, però, il mondo politico non è rimasto indifferente e sono arrivati i primi commenti.

Il leader del M5s, Di Maio, ha affermato: “Beppe Grillo è uno spirito libero e lo conosciamo tutti, ma la linea sull’Europa e sull’euro resta sempre quella: cambiare tutto”. E per cambiare, il leader pentastellato ha dichiarato: “Ce lo devono far fare. Escluderci dal governo significa escludere i cittadini dalle decisioni e non solo su l’Europa e sull’euro, ma su chi deve governare. Insomma non si deve tradire il voto degli italiani”.

Meno favorevole Renzi, che ha commentato le parole di Grillo attaccando il Movimento Cinque Stelle su Facebook: “Per due mesi hanno fatto i bravi, ‘gli istituzionali’. Oggi capiscono finalmente di non avere i numeri per Palazzo Chigi e quindi sbroccano. Beppe Grillo addirittura torna a proporre referendum sull’euro e accusa gli altri partiti di colpo di Stato per la legge elettorale, dimenticando che grazie al Rosatellum i Cinque Stelle hanno preso il 36% dei seggi, nonostante si siano fermati al 32% dei voti”. Poi ha aggiunto: “Dal blog è arrivato il contrordine: il PD torna a essere un partito di delinquenti, non più il compagno di strada verso il governo. Sui social tornano gli insulti, le campagne di odio condotte dai finti profili, il giustizialismo”.

Di fronte a queste capriole Renzi ha precisato: “sono orgoglioso di aver contribuito, insieme a tanti altri militanti, a evitare l’accordo tra il PD e i Cinque Stelle. Lo ripeto: sono orgoglioso. Perché non è stata una ripicca, ma solo una constatazione: rispetto ai dirigenti Cinque Stelle noi abbiamo una diversa concezione dell’Europa, del lavoro, del futuro, dei diritti, della lotta politica contro gli avversari. Massimo rispetto per gli elettori che hanno scelto i Cinque Stelle. Se hanno i numeri per governare, governino. Ma massimo rispetto anche per chi non vuole finire la propria esperienza come partner di minoranza della Casaleggio e Associati Srl. Buona giornata, amici”, ha concluso.

Ma il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, stronca l’analisi di Renzi sul Partito e su Grillo: “La riflessione di Renzi superficiale e sbagliata. Proprio il fatto che Grillo e Cinque Stelle tornino, fallita una prospettiva di governo e avvicinandosi le elezioni, ai toni populisti ed estremisti, dimostra che avremmo dovuto accettare la sfida di un dialogo, proprio per portarli a rapportarsi con la realtà di un’azione di governo reale che non si affronta con grida e slogan. Come evolve un Movimento che raccoglie il consenso di un terzo degli italiani, riguarda anche il PD e tutto il Paese ed è miope pensare sia un vantaggio che regredisca a posizioni populiste”.

Beatrice Spreafico

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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