Politica

Salvini propone: governo con M5s fino a dicembre ma Di Maio dice No

Il leader pentastellato: "Mai al governo con Berlusconi"

Botta e risposta a distanza tra il leader del Centrodestra e della Lega, Matteo Salvini ed il capo politico del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio. Terreno di scontro, il governo che dopo oltre due mesi dal voto, ancora non si vede.

Salvini, a margine del Consiglio federale della Lega tenutosi ieri a Milano, ha affermato di avere un’idea sul nome del possibile premier, aggiungendo che non andrà “a proporre al presidente Mattarella un Monti bis”. “L’identikit – ha proseguito Salvini – è di una persona che riscriva completamente il rapporto fra Italia e Unione Europea”. “Se di governo di tregua bisogna parlare, l’incarico va dato partendo da chi ha vinto le elezioni e non da chi ha perso”. Rivolgendosi poi al M5s, il Segretario del Carroccio ha detto: “Ribadisco l’invito al Movimento Cinque Stelle a fare insieme un governo a tempo”. Salvini ipotizza un governo con scadenza al prossimo dicembre: “E’ quanto si può chiedere al presidente Mattarella per evitare l’ennesimo governo tecnico irrispettoso per gli italiani, che escludo. Un governo che si faccia carico di fare in fretta e bene poche cose: una legge elettorale che mandi al governo chi prende un voto in più, come alle regionali, bloccare Iva e accise rispettando i parametri europei, andare a Bruxelles a dire che prima viene l’interesse nazionale, iniziando a respingere il nuovo bilancio dell’Unione Europea”. Il leader leghista ha poi sottolineato: “Mi rifiuto di mandare al Consiglio Europeo di giugno Alfano a rappresentarci. Mi rifiuto, mi auguro di andare con altri ministri”. Tornando a parlare di un possibile prossimo ritorno alle urne, Salvini ha affermato: “Voto a ottobre o a novembre se non si rispettano le condizioni della Lega? Certo”, precisando: “Senza un accordo per un governo a tempo fino a dicembre, rimane solo il voto, di più non posso fare. Spero che tutti ci stiano, perché piuttosto che avere un governo telecomandato da Bruxelles che per due anni ci massacra, penso che al M5s convenga un governo amico degli italiani e non nemico”. Salvini ha concluso con un commento alla proposta formulata ieri da Beppe Grillo, circa fare un referendum sull’euro. “Lo trovo affascinante come dibattito filosofico nei prossimi anni, bisogna bloccare nei prossimi giorni l’aumento dell’Iva e delle accise e ridurre le tasse a chi produce”.

Le parole di Salvini su un governo insieme al M5s, si sono però scontrate con la fermezza di Di Maio. “Rivendico con orgoglio il no a Berlusconi – ha affermato il leader pentastellato -. E il mio nome come premier non è mai stato il problema. La più grande bugia è che con Salvini tutto sia saltato perché io volevo fare il premier a tutti i costi”. Sul dialogo con il Partito Democratico definitivamente naufragato, Di Maio ha detto: “Pensavo che il senatore semplice Renzi potesse permettere un processo di rinnovamento nel PD, accettando un’autocritica dopo la batosta elettorale. Poi però è andato in tv e ha rotto tutto, prima della direzione del PD”. Parlando di nuove elezioni, Di Maio ritiene che si debba tornare a votare con l’attuale legge, poiché una nuova “non si può fare, perderemmo anni a discuterne. Già mi immagino Salvini dirmi: ‘Io sono per il premio di lista, ma Berlusconi lo vuole per la coalizione’ ”. “Io spero che non ci sia opposizione, e che si vada al voto il prima possibile – ha rimarcato Di Maio -. Secondo i nostri calcoli è possibile il 24 giugno, accorpando le elezioni politiche ai ballottaggi delle comunali. Se metteranno il presidente Mattarella in condizione di individuare questo governo di tregua, gli altri partiti saranno stati i traditori del popolo. Non esiste tregua per i traditori del popolo, questo deve essere chiaro. Ma non per il presidente che è stato fin troppo paziente. Avevano l’opportunità. Se il governo di tregua nasce è perché Salvini si è alleato con il PD”.

C’è da chiedersi che calcoli abbia fatto Di Maio per ipotizzare il voto al 24 giugno, considerando che per indire le elezioni politiche in Italia, il tempo minimo previsto è di 45 giorni. Questo, senza contare il voto degli italiani all’estero che di giorni per organizzarlo ne chiede almeno una sessantina. Va detto infatti che il termine dei 45 giorni per indire nuove elezioni, calendario alla mano, scadrebbe il 9 maggio e non abbiamo tenuto conto dei 60 per il voto degli italiani all’estero. Verrebbe meno proprio il tempo di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto presidenziale che fissa la data del voto: una procedura che dovrebbe essere assolta entro il 45° giorno che precede quello delle elezioni. Ben diversa sarebbe la riflessione per un voto in autunno, per quanto inutile con questa legge elettorale: si otterrebbe la medesima situazione di ingovernabilità. L’unica variazione potrebbe essere data dalle percentuali di voto ottenute da partiti e coalizioni, in base ai prossimi passi che faranno.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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