Politica

Salvini e Di Maio a Milano lavorano al ‘Contratto per il governo del cambiamento’

I due leader si sono incontrati al Pirellone. A cornice, i centri sociali ed il monito di Mattarella

Altra giornata di lavoro per il leader del Centrodestra e della Lega, Matteo Salvini e per il capo politico del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio. I due esponenti politici si sono incontrati ieri pomeriggio a Milano dove, negli uffici del Pirellone, hanno completato la prima bozza del programma che ha per titolo, ‘Contratto per il governo del cambiamento’: una ventina di pagine contenenti 20 punti. Almeno su quelli chiave è stato raggiunto un accordo tra le parti. Oggi, un altro vertice che sarà verosimilmente decisivo.

Presenti all’incontro, per la Lega, oltre a Matteo Salvini, Roberto Calderoli, Nicola Molteni, Armando Siri e Gian Marco Centinaio, Claudio Borghi ed il Vice Segretario, Giancarlo Giorgetti. Per i Cinque Stelle, oltre a Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora e Laura Castelli. Presente anche il responsabile della comunicazione del Movimento, Rocco Casalino.

Di Maio, rispondendo alle domande dei giornalisti circa la riabilitazione di Silvio Berlusconi, ha chiarito che questo “non cambia alcunché” per quanto riguarda il confronto tra M5S e Lega. “La trattativa va avanti perché l’obiettivo è di portare i migliori risultati per i cittadini – ha affermato il leader pentastellato -. Prendiamo atto di questa notizia ma la mia considerazione non cambia”.

Uno dei nodi al tavolo delle trattative riguarda la leadership. In tal senso, Di Maio ha dichiarato che con la Lega, “di nomi non abbiamo parlato ancora; oggi (ieri ndr) si parla del contratto di governo”.

All’esterno del Pirellone, alcuni militanti degli ambienti antagonisti hanno dato vita ad una protesta contro Salvini, Di Maio e Berlusconi, rivendicando la loro priorità: il reddito di cittadinanza per tutti.

L’auspicio è che facciano presto e bene, considerando quanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha dichiarato mentre i due leader ed i loro staff erano all’opera. Mattarella, ricordando l’ex Capo dello Stato Luigi Einaudi, ha affermato: “Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario”. Mattarella ha aggiunto: “Fu il caso illuminante del potere di nomina del premier dopo le elezioni del 1953 per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dalla Dc”.

Come a voler dire, “Uomini avvisati…”

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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