Politica

IL GOVERNO CONTE FINITO ANCOR PRIMA DI NASCERE?

Lega, M5s - Quirinale: tensione alle stelle sul caso Savona

L’aria che sta tirando è pessima. La tensione tra Lega e Movimento Cinque Stelle da una parte e Quirinale dall’altra, la si può tagliare con il coltello. A rendere roventi questi giorni di fine maggio, il caso Paolo Savona che Matteo Salvini e Luigi Di Maio vorrebbero al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tiene la posizione della fermezza e continua a dire no all’economista anti-euro. In tutto questo, il premier in pectore, Giuseppe Conte è verosimile che cominci a chiedersi, “Ma chi me l’ha fatto fare?”. Il suo governo non rischia di morire in culla: peggio, rischia di non arrivarci nemmeno alla culla.

Ieri, nel tardo pomeriggio, dopo una giornata fitta di appuntamenti, Conte è salito al Quirinale per un incontro informale con il Capo dello Stato. Mattarella forse si sarebbe aspettato la lista dei ministri ma così non è stato. L’incontro tra i due è stato all’insegna dell’informalità e, con ogni probabilità, del confronto sul Ministero dell’Economia. Conte, nello scomodo ruolo di mediatore tra i due partiti che lo sostengono ed il presidente della Repubblica, potrebbe aver tirato fuori dal cilindro qualche soluzione alternativa. Secondo i ben informati, una di queste potrebbe essere stata, Di Maio all’Economia ed un leghista allo Sviluppo Economico e Lavoro. Il fatto è che la Lega non intende prescindere da Savona all’Economia.

Il nervo scoperto dell’Economia, ne scopre altri dei quali si parla meno ma non sono certamente di relativa importanza: si parla dei ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia che in teoria dovrebbero andare al Movimento Cinque Stelle ma sui nomi è nebbia fitta. Questo tuttavia per i pentastellati, non comporta la volontà di mollare la presa. Per il Ministero degli Esteri si fanno i nomi di Luca Giansanti oppure, seconda scelta, Pasquale Salzano. Scarse le possibilità per l’ex Ministro del Governo Monti, Enzo Moavero Milanesi. Per il Ministero della Difesa, il nome più gettonato è quello di Emanuela Trenta. Alla Giustizia pare essere tramontata Giulia Bongiorno a vantaggio di Alfonso Bonafede che però non fa contenti proprio tutti. Per quanto riguarda le altre poltrone, la Lega dovrebbe potersi aggiudicare gli Interni con Salvini, Agricoltura e Turismo-Affari Regionali per i quali si fanno i nomi di Nicola Molteni e Gian Marco Centinaio. Il Ministero della Famiglia, creato dai giallo-verdi, dovrebbe andare la leghista Arianna Lazzarini. Ai ruoli di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dovrebbero essere salde le posizioni di Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana. Il Ministero per i Rapporti con il Parlamento, tornato ad essere appannaggio del M5s, dovrebbe andare Riccardo Fraccaro. I pentastellati dovrebbero essere titolari anche di Cultura e Istruzione, rispettivamente con Emilio Carelli e Salvatore Giuliano. Sempre al M5s, l’Ambiente. Sulla Sanità invece, non se ne ha la benché minima idea.

Insomma, il caos regna sovrano ed il coniugare i verbi al condizionale è cosa obblgata. La misura di quanto la corda sia tesa, è data da un post che il Segretario del Carroccio, Salvini ha pubblicato ieri sera su Facebook. “Sono davvero arrabbiato”. E’ palese il riferimento alla diaspora su Savona e non è un caso che il capo politico del Movimento Cinque Stelle, al post di Salvini abbia messo il proprio ‘like’. Salvini, ieri sera se n’è volato a Milano, segno che non ha alcuna intenzione tornare a confrontarsi su Savona, né con Di Maio tanto meno con Conte.

Il sole tramonta così sul giorno numero 82 dalle elezioni e se le criticità non saranno appianate in tempi rapidi, gli italiani dovranno cominciare a tirar fuori la tessera elettorale.

Mala tempora currunt sed peiora parantur.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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