Politica

COTTARELLI FINISCE IN FREEZER. VOTO IMMEDIATO O GOVERNO POLITICO?

Niente lista dei ministri, Cottarelli dribbla la stampa e Di Maio cambia idea sull'impeachment

Dite la verità: ci avevate creduto al fatto che ieri pomeriggio, dopo l’incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier in pectore, Carlo Cottarelli, si sarebbe presentato ai giornalisti e di conseguenza, agli italiani, declamando la lista dei Ministri. E invece no, nulla di tutto questo è successo. Ieri pomeriggio, dopo circa tre quarti d’ora dall’inizio del confronto Mattarella-Cottarelli, i Corazzieri alla porta dello studio del Capo dello Stato, se ne sono andati: segno inequivocabile che Mattarella non si trovava più al di là di quella porta. Idem per Cottarelli, vaporizzatosi dal Quirinale grazie ad un’uscita secondaria.

Quel che è accaduto ed il motivo di una mossa del genere, lo ha spiegato Giovanni Grasso, portavoce del presidente Mattarella: “Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli ha detto al Capo dello Stato della situazione. I due si rivedranno domani mattina (stamattina ndr)”.

Perché? Si apre quindi un ventaglio di ipotesi. La prima, il voto immediato. Il Partito Democratico con Andrea Orlando al quale si aggrega Lorenzo Guerini, lancia la proposta per primo e con essa, anche una data, quella del 29 luglio. La cosa non dispiace alla Lega ma lascia piuttosto freddini i pentastellati. Di Maio, pur confermando l’importanza di votare quanto prima, si dichiara disponibile a ripensarci: “Siamo pronti a rivedere la nostra posizione, se abbiamo sbagliato qualcosa lo diciamo, ma ora si rispetti la volontà del popolo perché noi l’Italia la vogliamo salvare. Un maggioranza c’è in Parlamento, fatelo partire quel governo, basta mezzucci perché di governi tecnici e istituzionali non ne vogliamo”. E come atto di buona volontà, fa un passo indietro rispetto all’impeachment di Mattarella e per uscirne il meglio possibile, dà colpa a Salvini che non lo vuole fare e di conseguenza, viene a mancare la maggioranza necessaria. Il Segretario del Carroccio nemmeno gli replica: lo sguardo di Salvini va oltre. Pensa al voto immediato, prima delle vacanze come ultima ratio, ma ancor di più a riprendersi quell’opportunità che domenica scorsa glie era stata negata.

La seconda, quella meno probabile, che Cottarelli non fosse pronto con la lista dei Ministri e per questo abbia chiesto a Mattarella qualche ora di tempo in più. Ed è questa che viene propinata a giornali ed italiani. Ma chi ci crede?!

E se invece Mattarella volesse tornare a perseguire la linea di un governo politico, confermando Lega e M5S con apertura a Fratelli d’Italia? Giorgia Meloni si è resa disponibilissima. Una scelta saggia per più d’una buona ragione: prima tra tutte, l’aver raggiunto la consapevolezza che negare a Salvini e Di Maio la possibilità di misurarsi in Parlamento, è stato un errore madornale. A questo se ne è aggiunto uno più grosso: quello di aver preso Cottarelli che, nella fase di richiesta della fiducia in Aula, è destinato a morte certa. L’economista è stato scaricato anche dal Partito Democratico, l’unico che lo sosteneva sino a qualche ora fa: non gli voterebbero contro ma si asterrebbero. Questo comporterebbe l’immediato scioglimento delle Camere ed una corsa folle al voto con tempi risicatissimi che, calendario alla mano, dovrebbero far sciogliere le camere entro venerdì al massimo per consentire il voto al 29 luglio. Peccato che sul tavolo parlamentare resterebbero aperte questioni tutt’altro che secondarie: una Legge di Bilancio, la partecipazione ad un G7 e quella ad un Consiglio Europeo. Chi assolverebbe a questi compiti? Alla luce di tutto ciò, tanto vale dare una possibilità allo schieramento giallo-verde che, per quanto contro-natura possa essere, è sempre meglio del vuoto pneumatico attuale. Naturalmente, agevolare un governo politico riaprirebbe la partita sul premier incaricato. Un ritorno di Conte? Vuol dire che Paolo Savona è stato definitivamente messo da parte, a vantaggio del leghista Giancarlo Giorgetti come Ministro dell’Economia. Oppure Giorgetti premier ed il tentativo di recuperare e far digerire Savona a Mattarella? Pensieri in libertà laddove tutto ed il contrario di tutto può essere.

Certo però, anche le elezioni in costume da bagno, pur fatte con una legge elettorale oscena, non sarebbero un male per Lega e Movimento Cinque Stelle: vincerebbero a mani basse. Per il loro elettorato infatti, Salvini e Di Maio erano già considerati due eroi: Mattarella, domenica scorsa, con le sue scelte ne ha fatto anche due martiri e questo è stato il miglior spot elettorale possibile.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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