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Calcio: Zidane saluta il Real Madrid

Perez a caccia del successore

Nell’ultima settimana Madrid è diventata il centro mediatico del calcio europeo. La conquista della tredicesima Champions League da parte del Real, tuttavia, rischia di venire rapidamente oscurata dalle notizie che arrivano dal cuore dello spogliatoio madridista; dopo le dichiarazioni di Cristiano Ronaldo e Gareth Bale, che non escludono l’ipotesi di una partenza dalla capitale spagnola, ben più deflagrante, e soprattutto già ufficiale, è invece l’abbandono di Zinedine Zidane, che dall’anno prossimo non siederà più sulla panchina iberica.

La notizia della conclusione del rapporto è giunta come un fulmine a ciel sereno anche alle orecchie di Florentino Perez, che ora sarà costretto a rimpiazzare con un nome adeguato il condottiero delle ultime tre cavalcate in Champions League, alimentando non poco le suggestioni giornalistiche circa il successore del francese. La panchina del Real Madrid rappresenta indubbiamente la massima ambizione per un allenatore di respiro europeo, ma costituisce anche un ruolo non alla portata di tutti, con una piazza esigente da soddisfare e uno spogliatoio traboccante di primedonne da gestire.

La rosa dei candidati si presenta ricchissima, anche se molti nomi possono essere fin da ora rapidamente esclusi. Carlo Ancelotti (che già cinque anni fa ha condotto il Real alla conquista della decima Coppa dei Campioni) e Roberto Mancini sono fuori dai giochi essendo freschi di firma rispettivamente con il Napoli e con la Nazionale italiana. Altrettanto impraticabili, e non necessariamente in grado di entusiasmare la piazza, sono i nomi di Unai Emery e di Thomas Tuchel, che di recente si sono accasati il primo all’Arsenal e il secondo al Paris Saint-Germain.

Non possono dirsi estranei ad un possibile coinvolgimento anche i grossi calibri italiani. Antonio Conte, dopo l’addio non del tutto cordiale con il Chelsea, potrebbe anche prendere in considerazione la rinuncia al lauto stipendio che il club inglese ancora deve corrispondergli per il prossimo anno e accettare un’eventuale chiamata dei blancos. Maurizio Sarri fino a ieri sembrava destinato a prendere la via di Londra per succedere al tecnico leccese sulla panchina dei blues, ma diventa ora un nome accreditato sotto il profilo tecnico, decisamente meno sotto quello comunicativo, con il Real storicamente attestato su altri standard. Anche Allegri, la cui permanenza alla Juventus non sembrava minimamente in discussione, si aggiunge ora ai potenziali candidati.

Non mancano poi le piste tedesche. Perez non ha mai nascosto la propria ammirazione per Joachim Loew, ma una eventuale chiacchierata con il tecnico della Nazionale teutonica non potrebbe che spendersi solo dopo la conclusione del Mondiale di Russia. È affascinante, benché ad ora poco praticabile, l’ipotesi che rimanda a Jürgen Klopp, che però è solidamente sotto contratto con il Liverpool. Wenger, dopo la chiusura della ventennale carriera all’Arsenal, merita una citazione in virtù dell’appartenenza ad una navigata aristocrazia tecnica europea, ma non sembra tra i favoriti a differenza di Mauricio Pochettino, che rientra tra i prediletti di Florentino Perez e potrebbe svincolarsi dal Tottenham, con cui ha appena rinnovato, per coronare la propria ascesa tra gli allenatori più quotati d’Europa.

Gigi Bria

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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