Parlare d’amore con amore

Trasgressione e razionalità: “E’ un amore impossibile”

E’ giusto condannare se stessi in virtù di scelte pregresse?

 “E’un amore impossibile”- mi dici.

“E’ un amore impossibile”- ti dico.

Ma scopri che sorridi se mi guardi,

e scopro che sorrido se ti vedo.

“Di notte”- tu confessi- “io ti penso… Ti penso giorno e notte e mi domando se stai pensando a me mentre ti penso. La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”

“Meglio felici o meglio allineati?”Ti chiedo. E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.

“Questo amore è possibile” – ti dico.

“Questo amore è possibile”- mi dici.

(Sesto Aurelio Properzio, Assisi, circa 47 a.C. – Roma, 14 a.C.)

Carissimi Amici, con questa trasgressionetipica del poeta Sesto Aurelio Properzio, desidero affrontare la repressione del sentimento in virtù della razionalità.

Nulla succede per caso e per legge universale attraiamo persone ed eventi energeticamente in sintoniacon i nostri pensieri ed il nostro stato d’animo, sempre e comunque atti alla nostra crescita. I sentimenti certo non si sottraggono a tale legge.

Lasciarsi dunque trasportare dall’emozione di un sentimento senza etichettarlo, scevro da aspettative e preclusioni o reprimere l’emozione a favore della cautela suggerita dalla razionalità?

Mi sono posta questa domanda  guardando il mare, quasi a voler percepire la sua risposta, riflettendo sul fatto che spesso ci preoccupiamo del domani non vivendo appieno “il qui e ora”.

Chi si ritiene in diritto di giudicarese l’amore descritto da Sesto Aurelio Properzio è “possibile” o “impossibile”, dunque socialmente accettabile o deprecabile?

E’ forse giusto condannare se stessi, precludendoci di amare, in virtù di scelte pregresse?

Credo che ognuno di noi debba comportarsi in base alla propria etica personale, secondo quelle regole intime, non scritte, ma fortemente percepite.  Permettere  a princìpi  “collettivamente imposti”, il sopravvento sulla nostra vita, significa tradire se stessi.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

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