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CONTE DECLAMA IL LIBRO DEI SOGNI MA DOVE TROVA I 100 MILIARDI?

Il Professore incanta Palazzo Madama con il suo velleitario programma ma non dice dove troverà le risorse

171 senatori, ieri sera hanno deciso che Conte merita la fiducia. Lo abbiamo ascoltato ieri mattina esporre il contratto di governo dove gli attori sono Lega e Movimento Cinque Stelle. Gli italiani, che non hanno dato la loro preferenza elettorale ad una coalizione giallo-verde nata lì per lì e men che meno avevano previsto l’avvento dell”esimio giurista come premier, sono solo impotenti spettatori. Ma tant’è: così vanno le cose in questo strano Paese.

Il presidente del Consiglio si è proposto a Palazzo Madama, enunciando i termini del programma di governo che, definirlo velleitario è ancora riduttivo. Contiene tra le altre cose, una Flat Tax, lo scongiurare dell’aumento dell’IVA, l’eliminazione delle accise sulla benzina, reddito e pensione di cittadinanza, riforma del sistema pensionistico, provvedimenti per aiutare le famiglie, assunzioni di personale nelle Forze dell’Ordine ed altre iniziative che se ne andasse in porto soltanto un decimo, ci sarebbe di che festeggiare. Tutto questo costa all’incirca 100 miliardi di euro che, dal Professore, non abbiamo sentito dire come saranno recuperati. La cifra è stata quantificata dalla pentastellata Giulia Grillo la quale si è affrettata a sottolineare che si tratta di una cifra spalmabile nei prossimi cinque anni. Una mera fandonia poiché questo importo è annuale. I meno attenti se ne renderanno conto con la Manovra del 2019.

L’ottimismo del suo vice, il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, è disarmante: “Li chiederemo all’Unione Europea”, aveva detto alcuni giorni fa. Ottima idea! Andasse a chiederli! Certo è che Conte, ieri mattina al Senato, se n’è ben guardato dal formulare una simile affermazione, onde evitare di essere asfaltato da una bordata di fischi.

Analizzando alcuni dei capitoli del contratto, l’introduzione della Flat Tax costerebbe 50 miliardi annui; la riforma del sistema pensionistico comporterebbe un costo di 8,1 miliardi l’anno; eliminare le accise sulla benzina, 6 miliardi; sostegno alle famiglie, sino a 17 miliardi; assunzione di nuove unità per le Forze dell’Ordine, 0,2 miliardi.

Le coperture? Cosa volete che siano! Dalla riduzione dei parlamentari, delle pensioni d’oro, dall’eliminazione dei vitalizi si andrebbero a risparmiare 100 milioni per ogni capitolo di spesa ai quali si aggiungono i 200 milioni dati dalla riduzione delle missioni internazionali.

Conte è un giurista di chiara fama, ma evidentemente poco avvezzo ai conti. Occorre che qualcuno lo informi sul fatto che il bilancio dello Stato è fatto di capitoli di spesa con cifre chiare, così come sono chiare le risorse dalle quali si può attingere per migliorare i conti. La matematica non è un’opinione e nemmeno un curriculum sul quale si può scrivere ciò che si vuole, salvo poi essere svillanati internazionalmente.

Le premesse generali non sembrano essere delle migliori, al netto del valore di alcuni singoli designati ministri che lavoreranno come potranno e con quel che avranno.

Riuscirà la Premiata Ditta Conte & Co. a far diventare realtà il libro dei sogni?

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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