Speciale Russia 2018

Calcio. Russia 2018, ci siamo

Esordio dei padroni di casa con l'Arabia

In terra di Russia è tutto pronto. Nel pomeriggio di oggi il sipario si alzerà sullo stadio “Lužniki” di Mosca, agghindato a festa per la cerimonia d’apertura del Mondiale e per la successiva partita d’esordio, che vedrà di fronte i padroni di casa della Russia e l’Arabia Saudita, inserite nel girone A unitamente ad Egitto ed Uruguay, il cui incontro è pianificato per domani.

La progettazione dello show inaugurale è stata affidata a Felix Michailov, il cui ingegno ha partorito una cerimonia della durata di circa mezz’ora che verrà arricchita dai contributi vocali di Robbie Williams e del soprano Aida Garifullina. All’introduzione della manifestazione assisteranno oltre venti Capi di Stato accolti dal presidente Vladimir Putin, che già qualche giorno fa aveva diffuso un videomessaggio di benvenuto a tutte le rappresentative partecipanti al torneo.

Subito dopo la conclusione dello spettacolo, ci sarà il fischio d’inizio dell’arbitro argentino Pitana, che alle 17 darà il via alle ostilità. La Russia, guidata da Stanislav Cherchesov, si presenta ai nastri di partenza come una pallida ombra della grande Unione Sovietica di Lev Jascin o di quella che, spinta dalle prestazioni di Igor Belanov, nel 1988 raggiunse, perdendola, la finale europea contro l’Olanda. I convocati del tecnico dell’Ossezia (quasi tutti militanti nel campionato di casa, ad eccezione di Gabulov del Bruges e di Cheryshev del Villarreal) includono in ogni caso giocatori di grande esperienza; Ignaševic può vantare 122 presenze con la Nazionale russa ed è recordman assoluto, mentre il capitano Akinfeev, con 106, è poco più indietro. Sotto il profilo tecnico, merita una citazione Yuri Zhirkov, centrocampista con oltre 80 gettoni in Nazionale, anche se la maggiore curiosità è ispirata da Aleksandr Golovin, talentuoso 22enne del CSKA Mosca su cui ha posato gli occhi anche la Juventus.

Sul fronte opposto, il tecnico spagnolo Juan Antonio Pizzi ha ereditato una situazione non priva di vicissitudini. Il merito di aver riportato i colori sauditi ad una competizione mondiale dopo 12 anni di assenza va ascritto al tecnico olandese Bert van Marwjik, successivamente sollevato dall’incarico federale per non aver accettato di risiedere stabilmente nella penisola araba; i deludenti risultati ottenuti dal subentrante Edgardo Bauza, tuttavia, hanno indotto la dirigenza saudita a procedere ad un nuovo esonero, ingaggiando Pizzi, che di fatto ha potuto lavorare con la squadra soltanto a partire dal dicembre scorso. La Nazionale dei “Figli del Deserto” si compone prevalentemente di elementi pescati dal campionato locale; tra centrocampo e attacco figurano però tre giocatori impegnati in Spagna, ossia Yahya Al-Shehri del Leganes, Fahad Al-Muwallad del Levante e Salem Al-Dossari del Villarreal.

Nel frattempo, la vigilia del Mondiale viene scossa dalle notizie provenienti dal ritiro iberico di Krasnodar; il presidente federale Luis Rubiales ha infatti interrotto unilateralmente il rapporto con il commissario tecnico Julen Lopetegui, colpevole di aver firmato durante la preparazione del Mondiale un accordo con il Real Madrid per la prossima stagione, mentre il contratto con la Federazione spagnola scade nel 2020. Il comportamento dell’allenatore è stato ritenuto inaccettabile dai vertici dirigenziali spagnoli e il licenziamento è avvenuto all’istante; al posto di Lopetegui siederà in panchina Fernando Hierro, che si trova quindi onerato dall’arduo compito di ripristinare l’equilibrio interno alla squadra entro venerdì, quando le “Furie Rosse” saranno chiamate ad un duro esordio contro il Portogallo.

Gigi Bria

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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