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L’ITALIA INCHIODA L’EUROPA SUI MIGRANTI

Conte e Macron stringono un patto. Basterà? Del francese c'è da fidarsi?

Chi, al Consiglio Europeo credeva di trovare nel presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, il solito “utile idiota” come chi lo ha preceduto, ha fatto male i propri calcoli. Il nostro premier ha congelato le prime conclusioni del vertice europeo dal momento in cui venivano meno le responsabilità condivise tra i Paesi dell’Unione circa gli sbarchi dei migranti ed i 500 milioni di euro destinati al Fondo fiduciario per l’Africa.

Giusto per far capire che con l’Italia, la sinfonia è cambiata, niente conferenza stampa con i presidenti del Consiglio Donald Tusk e della Commissione Jean-Claude Juncker, a margine della prima giornata di confronti.

Per quanto riguarda la Germania, la Cancelliera tedesca Angela Merkel pensa più ai cosiddetti movimenti secondari dati da quei migranti che, dopo l’approdo sulla prima costa utile, provano a risalire l’Europa sino al Nord. In assenza di unità d’intenti tra i Paesi UE, la Merkel agevolerebbe un accordo tra Paesi volenterosi pronti a farsi carico dei migranti in arrivo. Diversamente, chi non si adegua, sarebbe fuori da Schengen. La posizione della Merkel è data dal fatto di essere terrorizzata dall’idea di vedere il suo governo disintegrato dal suo Ministro degli Interni, Horst Seehofer.

Conte, dal canto suo non intende mollare e rigetta compromessi al ribasso. “Se questa volta non dovessimo trovare disponibilità da parte degli altri paesi europei, potremmo chiudere questo Consiglio senza approvare conclusioni condivise”, aveva affermato prima del colpo di scena: un asse Italia-Francia.

Il presidente francese Emmanuel Macron, della situazione italiana, in fondo se ne frega. Il suo problema è dato dall’avere alle calcagna Marine Le Pen, costola francese del nostro Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Il consenso del francese in casa sua è in caduta libera e gli serve qualcosa che lo faccia riemergere dal guano dove è precipitato.

Per questo motivo, nel corso della serata di ieri, Macron si è appartato con Conte, sfilato la giacca e si è messo al lavoro per trovare , come egli stesso posta su Twitter, “un accordo sull’accoglienza dei rifugiati”. E quell’accordo sembra esserci. Palazzo Chigi riferisce di “conclusioni direttamente ispirate agli obiettivi contenuti nella proposta italiana”.

Quello che Conte e Macron hanno concordato è l’intercettare “centri volontari” che accolgano in migranti in diversi Paesi dell’Unione Europea. Ciò significa che non sarà più solo l’Italia responsabile, ma anche gli altri Paesi membri. La proposta avrebbe ricevuto il beneplacito di altri dieci Paesi da aggiungersi ad Italia e Francia: Germania, Belgio, Spagna, Svezia, Irlanda, Croazia, Malta e Slovenia. Qualora questa proposta non dovesse essere accolta, come afferma Palazzo Chigi, “si percorreranno altre strade”.

Il dubbio più forte riguarda i Paesi del Visegrad con i quali Macron si è speso in una mediazione. Tusk ha esortato a prendere in esame quanto proposto da Italia e Francia. Diversamente, ha detto rivolgendosi ai Paesi riluttanti, “vedrete alcune proposte davvero dure da parte di alcuni tipi davvero duri”. Va da sé che Tusk si riferiva all’Austria di Kurz e dell’esponente dell’ultradestra, Heinz Christian Strache.

Ora come ora, l’Italia si ritiene soddisfatta dell’accordo raggiunto, considerando che adesso nel documento del vertice di Bruxelles,  “c’è una struttura che è vicina a quella che era la proposta italiana” sui migranti”.

La domanda è: del francese ci si può fidare?

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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