Parlare d’amore con amore

La differenza d’età nella coppia

Oggi piu’ coppie vivono con naturalezza la rilevante differenza d’età

Carissimi Amici, carissime Amiche, oggi sempre più coppie vivono con naturalezza quello che fino a pochi anni or sono era considerato un tabù:la differenza d’età tra i partner.“Oh, lui ha dieci anni più di lei” era un’esclamazione ricorrente – peraltro oggi divenuta risibile – atta ad appalesare l’inadeguatezza del futuro sposo. Nei rarissimi casi in cui il decennio fosse “un’abbondante dote” attribuibile alla sposa, bè… i giudizi intrisi di cattiveria, volgarità e disprezzo, restano tutt’oggi irriferibili.

E’ innegabile quanto la coppia Emmanuel e Brigitte Macron  abbia sollecitato molti commenti, peraltro del tutto estranei alla politica, mirati a catalizzare l’attenzione su Brigitte o meglio sulla sua età, di ben 25 anni maggiore rispetto al marito, il quarantenne Presidente.

Chi – sdegnato – urla “allo scandalo”, mentre alcune coppie– seppure sconosciute, ma che versano in analoghe condizioni anagrafiche – si sentono “autorizzate” ad esibire il modello della coppia Emmanuel-Brigitte.

Verrebbe da dire che la nuova coppia presidenziale sdogana ogni remora.

Ma… la delicata tematicainerente la rilevante differenza di età nella coppia, non si risolvedissolvendosi come per  incanto grazie ad un comportamento emulativo.

Personalmente, considero tanto affascinante la differenza d’età in quel periodo della vita in cui un membro della coppia e’ giovane e l’altro giovanile.Il classico esempio e’ spesso riscontrabile nel quarantenne con la ventenne o nella trentenne con il cinquantenne.

Meno diffusa, ma in netta espansione, la ventina d’anniche separa i due partner, a carico della donna.

In questo caso la condizione femminile e’ complicata dall’atavico stereotipo culturaleche impone a lei bellezza e giovinezza, così come a lui potere e ricchezza, quali indici di fascino. E qui, il tempo s’impone, decretando con perfidia la contrapposizione delle caratteristiche: la donna, può offrire la sua giovinezza limitatamente, mentre all’uomo e’ offerto generosamente il tempo per realizzare l’ambita ascesa socioeconomica. Tuttavia ho sin qui citato aspetti meramente soggettivi, cui si aggiunge l’oggettività impositiva della crudeltà della natura, che ricorda alla donna – e di conseguenza alla coppia – l’esistenza dell’orologio biologico in caso di desiderata maternità.

Inoltre, la mancanza di solidarietà proveniente soprattutto dalle donne stesse, richiede una forza caratteriale non indifferente per accettare con superiorità emozionale le inevitabili battute al vetriolo.

Se ho affermato di considerare affascinante la differenza d’età fra persone “giovani e giovanili”, prescindendo anche dagli standard sociali, manifesto qualche perplessità nel proseguo della relazione.

Non vorrei peccare d’indelicatezza verso alcuno, ma ho visto mogli rivolgersi come figlie – se non come badanti – al marito non più “giovanile”. Non mi è piaciuto! Per contro, non conosco mariti molto più giovanidelle mogli, ma credo che mi piacerebbe ancor meno…

A prescindere dall’estetica fisica edall’aspetto sessuale  – oltreché da inani pregiudizi – resta, salvo eccezioni, inevitabile il contrastante divario generazionale.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

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