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SALVINI SCRIVE AI PREFETTI: GIRO DI VITE SULLE RICHIESTE DI ASILO

Il Ministro: "Donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia. Si vergognino i disinformati"

Il Ministro degli Interni, Matteo Salvini ha scritto una lettera ai prefetti ed ai presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale, nella quale ha chiesto che venga praticata una stretta sulle concessioni di asilo, praticando la “necessaria rigorosità dell’esame delle vulnerabilità degne di tutela”. Inoltre, il velocizzare le procedure di analisi delle domande presentate.

Attualmente, il permesso di asilo per motivi umanitari è quello maggiormente concesso con il 28% dei casi nel 2018. Negli ultimi cinque anni, solo il 7% delle richieste di status di rifugiato è stato riconosciuto come diritto. il 15% ha ricevuto la protezione sussidiaria.

La circolare ministeriale ricorda che per ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari, occorrono “seri motivi” che riconoscano la necessità di concedere la protezione internazionale. La norma ha “di fatto legittimato la presenza sul territorio nazionale di richiedenti asilo non aventi i presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale il cui numero, nel tempo, si è sempre più ampliato”. Ad ottenerlo, persone con situazione connesse  “allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alla permanenza prolungata in Libia, per arrivare anche ad essere uno strumento premiale di integrazione”. Spesso, il biennio di tutela umanitaria viene rinnovato automaticamente, cosa che ha comportato la permanenza di una considerevole quantità di persone nel Paese, che spesso vive con problemi di inserimento. Occorre quindi, in un’ottica di tutela dei richiedenti e della collettività, analizzare con scrupolo i “seri motivi” che accompagnano le richieste di permesso di soggiorno.

Oggi sono in corso di analisi 136mila richieste di protezione internazionale: un numero che il Viminale reputa “significativo e con andamento crescente se si considera che lo scorso anno sono state presentate oltre 130mila istanze d’asilo, di gran lunga superiori ai 119mila migranti sbarcati sulle nostre coste”. Per questo serve “un’attenta azione riorganizzativa”.

Ridurre i tempi di esame delle domande, significa ridurre anche quelli di permanenza nei centri di accoglienza poiché i due elementi, come sottolinea il Ministero, sono strettamente connessi. Ciò significa che più lunghi sono i tempi per esaminare le domande e più si allungano quelli di permanenza nei centri con evidente impennata dei costi a carico dello Stato. Salvini chiede quindi che i 50 collegi deputati alle analisi delle domande, “operino a ritmo continuativo (cinque giorni alla settimana)”.

Salvini ha precisato su Twitter che “donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia. Si vergognino i disinformati che dicono e scrivono il contrario”. “Il senso dell’iniziativa – ha spiegato il titolare del Viminale – è limitare un abuso che va a discapito dei rifugiati veri. Su 43mila domande esaminate, i rifugiati sono il 7% mentre la protezione sussidiaria raggiunge il 5. Poi abbiamo la protezione umanitaria che, sulla carta, è riservata a limitati e residuali casi di persone che, pur non essendo in fuga dalle guerra hanno necessità di una tutela. Ma rappresentano il 28 per cento dei casi che poi arriva al 40 con i ricorsi, decine di migliaia di persone. E spesso diventano la legittimazione dell’immigrazione clandestina”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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