Parlare d’amore con amore

Dott. Enzo Primerano: novità legislative a tutela della dignità del malato

L’irreversibilità della malattia e la sofferenza invocano la fine

Carissimi Amici, carissime Amiche, che la vita finisca è stabilito per legge naturale. Tuttavia, se la democraticità  della nostra dipartita è ascrivibile esclusivamente alla sfera dell’ineluttabilità, altrettanto non si può asserire relativamente alle modalità con le quali abbandoniamo la vita terrena.

E’ forse un privilegiato colui che, come si suol dire, “in età più che avanzata, è sempre stato bene ed  è mancato nel sonno, senza neppure accorgersene”? E’ forse è un “dimenticato”, defraudato della pietà divina  chi, giovane o anziano che sia, lascia questo mondo tra lunghe ed atroci sofferenze?

Sono quesiti destinati al campo delle opinioni, che in funzione delle nostre credenze religiose o agnostiche che siano, considerano la fine della nostra permanenza su questa terra un viaggio verso varie destinazioni: un mondo migliore nel quale trovare la pace eterna, un luogo punitivo dove espiare le nostre colpe oppure semplicemente verso l’ineluttabile fine di noi stessi.

Se a tutt’oggi, coerentemente con il principio democratico succitato, nessuno può essere risparmiato dal distacco dalla vita, è altrettanto inconfutabile che, grazie alla scienza, questo possa avvenire con modalità differenti rispetto al passato, vale a dire meno traumatiche per se stessi e per le persone care che ci accompagnano fino all’ultimo respiro.

E’ dunque per diffondere i punti cardine di questa immensa differenza, che oggi è nuovamente con noi il Dott. Enzo Primerano – Responsabile del Reparto di Terapia Intensiva e del dolore presso il Policlinico di Monza -, che ci ha precedentemente rilasciato un’importantissima e soprattutto tutelante intervista relativa ai diritti del malato in merito alle cure palliative, ovvero alla “gestione del dolore”, sia esso di derivazione oncologica o di altra natura.

Nel ringraziare il Dott. Primerano, vi invito alla lettura della nuova intervista, qui allegata, dedicata con grande sensibilità – senza nulla togliere alla razionalità – a pazienti e parenti sottoposti alla più difficile e finale prova cui tutti noi siamo inesorabilmente destinati.

Un abbraccio

Daniela Cavallini 

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