Speciale Russia 2018

Calcio, Mondiali: il Belgio batte l’Inghilterra e ottiene uno storico terzo posto

Oggi finalissima tra Francia e Croazia

Nella finale che nessuna Nazionale vorrebbe mai disputare, il Belgio sconfigge l’Inghilterra per 2-0 a San Pietroburgo e conquista il terzo posto al Mondiale di Russia 2018, raggiungendo così il miglior risultato della propria storia; la squadra di Southgate eguaglia invece l’ultimo piazzamento degno di menzione, ottenuto nel 1990 in occasione della rassegna italiana, quando la sconfitta nella finale di consolazione giunse per mano degli Azzurri.

Le due squadre si erano già confrontate due settimane fa a Kaliningrad nel match conclusivo del girone G; anche allora si era imposta la squadra di Martinez, garantendosi così il passaggio agli ottavi in qualità di prima classificata. La partita di ieri ha confermato le gerarchie tra le due squadre che si sono affrontate senza particolari tensioni e offrendo a tratti anche un calcio godibile. Il vantaggio della squadra belga è arrivato già dopo 4 minuti grazie a Meunier, abile ad avventarsi sul cross dalla sinistra di Chadli e a bucare Pickford; l’occasione per il pari inglese capita sui piedi di Kane, che però sciupa in malo modo prolungando la propria astinenza in zona gol che persiste dall’ottavo di finale contro la Colombia, ma che non gli impedirà di essere incoronato capocannoniere del torneo.

Nella ripresa, poi, i “Tre Leoni” vanno nuovamente vicinissimi al pareggio al 69° minuto con Dier, il cui tocco delicatissimo scavalca Courtois in uscita, ma viene sventato dall’intervento sulla linea di porta di Alderweireld. All’80° il Belgio si produce nella più bella azione dell’incontro, avviata nella propria trequarti e condotta con tocchi di prima e ricami di tacco fino all’assist dalla sinistra di Mertens a beneficio di Meunier, la cui splendida conclusione al volo viene fermata brillantemente da Pickford. Si tratta, comunque, del preludio al raddoppio belga, che giunge al minuto 82 con Hazard (al terzo gol nel Mondiale) su allettante servizio del solito eccellente De Bruyne.

Nonostante il piazzamento di prestigio senza precedenti, è lecito affermare che il gradino più basso del podio non corrisponda in pieno al reale valore della compagine di Martinez, giunta al Mondiale in qualità di squadra numero 2 del ranking FIFA (alle spalle della Germania, scivolata ora 6 posizioni più in basso dopo il deludente torneo russo) e con una quantità di talento puro che probabilmente trova una corrispondenza solo nella rampante Francia di Deschamps. Molti componenti del gruppo belga, peraltro, affrontavano la competizione all’apice della propria carriera e, pur senza svilire l’eccellente risultato ottenuto, resta la sensazione che per la squadra di Martinez il Mondiale russo rappresentasse l’ultima chiamata e dunque, con il senno di poi, vada ritenuta, almeno in parte, un’occasione persa. Il discorso è invece ben diverso per gli uomini di Southgate; l’allenatore britannico è infatti riuscito a trarre il massimo da un gruppo in piena fioritura, in cui al notevole tasso tecnico di alcuni elementi si accompagna una già consistente esperienza a livello europeo con i propri club. Soprattutto dal centrocampo in avanti, infatti, le opzioni non mancano, ma meritano un plauso anche il giovane Pickford, giunto al Mondiale con solo una manciata di presenze in Nazionale, e Trippier, artefice del bellissimo ed illusorio gol su punizione in semifinale contro la Francia.

Questa sera i riflettori si sposteranno sullo stadio “Luzhniki” di Mosca per l’epilogo della manifestazione, con Francia e Croazia che si contenderanno il tetto del mondo in una finale inedita, che tuttavia non rappresenta un incontro senza precedenti. Esattamente vent’anni fa, infatti, in semifinale la Francia ribaltò l’iniziale vantaggio firmato da Suker con la storica doppietta di Thuram; i francesi, poi, liquidarono in finale il Brasile per 3-0, mentre la Croazia, alla prima partecipazione in un Mondiale, si imposero per 2-1 nella “finalina” contro l’Olanda.

Gigi Bria

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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