Parlare d’amore con amore

Dott. Enzo Primerano: l’importanza della comunicazione in terapia intensiva

Sensibilità – etica – chiarezza – ascolto attivo – gestione emozioni

Carissimi Amici, carissime Amiche, mi sono spesso chiesta come il Personale Medico e Paramedico di una struttura dedicata a malati in gravissime condizioni, prescindendo dalle cause, siano esse  patologie, infortuni o sinistri, trovi il coraggio di comunicare diagnosi d’irreversibilità e di morte.

D’istinto rabbrividisco al solo pensare di dover dire ad una madre che ha perso il figlio in un incidente; ad una moglie che il marito versa in condizioni irreversibili e non gli restano che poche ore di vita; spiegare ad un bimbo che i suoi adorati genitori sono volati in cielo. E questi sono solo alcuni degli esempi con cui chi opera in un reparto di Terapia Intensiva affronta la propria quotidianità.

Con tono a mio parere qualunquista, molti affermano: “e, ma per ‘loro’ è un lavoro come un altro, mica provano dolore”.

Seppure nell’ovvietà di un coinvolgimento limitato allo sgomento, credo che non sia definibile “un lavoro come un altro”: richiede alcuni requisiti fondamentali, uno su tutti, la resistenza a sopportare – senza cedimenti di lucidità – turni di lavoro, talvolta a tempo indeterminato,  nell’intento di scongiurare il tragico destino – la morte – di un essere umano.

Credo che, a fronte di alcune drammatiche circostanze, quando non resta che l’amara constatazione dell’impotenza, si possa arrivare a detestare persino  i propri limiti oltre a quelli della scienza. E, dunque, come non enfatizzare la sensibilità quale dote primaria per trasmettere notizie infauste? Certo una rivelazione ragguardevole non cambia l’esito, ma fa la differenza.

Quando si dice… “c’è modo e modo per dire le cose”…

E di questo “modo”, ne parliamo con il Dott. Enzo Primerano – Resp. Reparto Terapia Intensiva c/o il Policlinico di Monza, nuovamente nostro gradito ospite.

A differenza della precedente intervista, nella quale il Dott. Primerano ci ha aggiornato in merito ai nuovi protocolli che regolamentano i diritti del malato terminale  https://www.lavoce.online/2018/07/10/dott-enzo-primerano-novita-legislative-a-tutela-della-dignita-del-malato/, in questa occasione, l’obiettivoè orientatounicamente a rendere consapevoli, sia i pazienti – se coscienti – che i loro familiari, di  quanta cura la Struttura ponga al fine di garantire una dipartita scevra da sofferenza, nell’assoluto rispetto della dignità del malato. L’attenzione orientata al rapporto interpersonale Medico – Paziente- Familiari  ed alla qualità dell’informazione-affinché questa sia esposta adeguatamente e, soprattutto, recepita correttamente – evidenziano  la costante evoluzione.  Clicca qui

Un abbraccio

Daniela Cavallini

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