Economia

Confindustria-Di Maio: scontro sul DL Dignità

Gli industriali: "Disincentiva la crescita". Il Ministro: "Terrorismo psicologico"

Roma, 18 luglio – Il DG di Confindustria, Marcella Panucci ha affermato che il DL Dignità,  “pur perseguendo obiettivi condivisibili” fa “più incerto e imprevedibile il quadro delle regole” per le aziende, “disincentivando gli investimenti e limitando la crescita”. Per questo motivo serve “evitare brusche retromarce sui processi di riforma avviati” ed occorre approvare “alcuni correttivi” che agiscano sulle causali dei contratti a termine e sulle regole della delocalizzazione.

La Panucci si è detta convinta del fatto che il ritorno delle causali esporrà le aziende “all’imprevedibilità di un eventuale contenzioso, finisce nei fatti per limitare a 12 mesi la durata ordinaria del contratto a tempo determinato, generando potenziali effetti negativi sull’occupazione oltre quelli stimati nella Relazione tecnica al decreto (in cui si fa riferimento a un abbassamento della durata da 36 a 24 mesi)”.

La DG di Confindustria si augura una modifica alle “misure contenute sulla disciplina dei contratti a termine, che sono inefficaci rispetto agli obiettivi dichiarati e potenzialmente pregiudizievoli per il mercato del lavoro. Le riforme passate avevano contribuito ad abbattere le cause di lavoro sui contratti a termine, passate da oltre 8mila nel 2012 a 1.250 nel 2016”.

Il Ministro del Lavoro e Vicepremier, Luigi Di Maio non ha gradito quanto affermato dall’esponente di Confindustria alla quale ha replicato dicendo: “Confindustria oggi dice che con il Decreto Dignità ci saranno meno posti di lavoro. Sono gli stessi che gridavano alla catastrofe se avesse vinto il no al referendum, poi sappiamo come è finita. Sappiamo come finirà anche in questo caso. Non possiamo più fidarci di chi cerca di fare terrorismo psicologico per impedirci di cambiare”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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