Calcio Serie A

Calciomercato: non solo Ronaldo

Gli affari conclusi e le trattative in corso delle italiane

L’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus negli ultimi giorni ha indubbiamente fagocitato le attenzioni di tutti gli osservatori del calciomercato, oscurando in parte un buon numero di trasferimenti degni di nota che già si erano perfezionati in precedenza ed estendendo la propria onda lunga anche su affari e trattative intervenuti successivamente.

La stessa Juventus, per cominciare, ha trovato nel fuoriclasse portoghese il più lussuoso degli innesti possibili, che però era stato preceduto da inserimenti rimarchevoli, quali quelli (già conclusi da tempo) di Caldara e Spinazzola dall’Atalanta, di Cancelo dal Valencia (trattativa che, grazie alla mediazione di Jorge Mendes, avrebbe poi costituito il preludio dell’arrivo di Ronaldo in bianconero) di Perin e di Emre Can, approdato a Torino dopo qualche lungaggine con il Liverpool. Le cessioni, viceversa, rimandano ai nomi di Asamoah, Lichtsteiner e, soprattutto, di Buffon, tutti giunti a fine contratto e partiti quasi a voler segnare la conclusione di un’epoca.

Fino a quando i bianconeri non hanno spartito nettamente il calciomercato in un “prima” e in un “dopo”, le pretendenti alla successione della Juventus sul trono nazionale avevano compiuto operazioni di indubbio rilievo; se il Napoli, in particolare, aveva operato l’acquisizione più significativa con l’ingaggio di Ancelotti in panchina (con Maurizio Sarri proprio ieri ufficializzato al Chelsea), Roma ed Inter hanno invece bazzicato con grande frequenza le stanze dei trasferimenti, non avendo incertezza alcuna sulla guida tecnica. Anche i partenopei, per la verità, hanno effettuato diversi acquisti, per lo più finalizzati a rimpolpare la panchina, punto debole che con tutta probabilità nella scorsa stagione ha costituito la discriminante più evidente per la mancata conquista del titolo. A Napoli è infatti arrivato Fabian Ruiz, subito convincente, per inserire una chiave in più all’interno del centrocampo, che tuttavia ha perso Jorginho, partito per Londra al seguito di Sarri. L’arrivo di Inglese, poi, era cosa nota, così come quello di Verdi, la cui mancata firma con gli azzurri già nel mercato invernale aveva sollevato un po’ di polverone. Per la porta, poi, sono giunti dall’Udinese Meret (sfortunatissimo, si è infortunato durante le prime sedute di allenamento e sarà disponibile solo a campionato iniziato) e Karnezis, entrambi in grado di non far rimpiangere l’amato Reina, accasatosi al Milan.

La Roma, dopo una stagione nobilitata da diverse soddisfazioni, si è prodotta in più di una scommessa; dal Paris Saint Germain è arrivato Pastore, giocatore elegantissimo e di rara raffinatezza tecnica, circa il quale l’unica perplessità resta legata alla sua attitudine a sostenere il ritmo del campionato italiano, ben diverso da quello a cui l’argentino si è abituato in Francia negli ultimi anni. Justin Kluivert ha invece il compito di dimostrare di non essere soltanto un figlio d’arte, ma altresì di saper solcare con continuità le fasce giallorosse; Cristante ha invece compiuto il grande salto, soprattutto sotto il profilo ambientale, ed è chiamato a confermarsi brillante come lo è stato l’anno scorso con la casacca atalantina. Marcano e Coric potrebbero poi diventare due ulteriori fregi nel curriculum di Monchi, come l’anno scorso si rivelò Cengiz Under, mentre Santon potrebbe trovare nella Capitale l’aria giusta per risorgere, così come accadde per El Sharaawy. I saluti, in casa Roma, sono poi stati a dir poco altisonanti. La fine della storia d’amore con Nainggolan non è cosa da poco e risponde non tanto a fattori tecnici, quanto comportamentali; ne è conferma, peraltro, la coraggiosa esclusione dai 23 operata da Martinez in occasione del recente Mondiale in Russia, in cui il Belgio, pur senza il centrocampista di origine indonesiana, si è espresso in modo brillante. Non meno trascurabile, infine, è la ricchissima cessione di Alisson al Liverpool, pagato la bellezza di 75 milioni di euro e divenuto il portiere più costoso della storia del pallone; per rimpiazzarlo, Monchi sta riflettendo su uno tra Areola, oscurato al Paris Saint Germain dall’arrivo di Buffon, e Olsen, svedese del Copenhagen e in grado di costituire un ottimo rapporto tra qualità e prezzo.

Anche l’Inter non è certo rimasta a guardare. Spalletti ha espresso senza esitazioni il proprio placet all’acquisto di Nainggolan, che ben conosce dopo la sua esperienza sulla panchina giallorossa e che rappresenta un innesto ruggente nel centrocampo nerazzurro. Lautaro Martinez, il cui arrivo a Milano era già stato preannunciato da mesi, non ha invece manifestato alcun timore reverenziale e si è impossessato senza indugi della maglia numero 10 dell’Inter, proponendosi come spalla di Icardi in quella che potrebbe rivelarsi una gustosa convivenza. De Vrij e Asamoah sono poi due acquisizioni di rilievo, a maggior ragione se si rifletta sul fatto che sono approdati all’Inter a costo zero; Politano, infine, costituisce un’ottima alternativa e va a riempire il vuoto lasciato da Eder, partito in direzione del campionato cinese. Per la piena soddisfazione di Spalletti, all’Inter manca probabilmente ancora un esterno difensivo con spiccate doti di inserimento; questo spiega perché le trattative in casa nerazzurra non possano ancora dirsi esaurite, con i nomi di Vrsaljko, Darmian, Zappacosta e Henrichs vergati sul taccuino della dirigenza.

L’altra metà di Milano vive invece in un insidioso contesto di incertezza, legato alla sentenza (attesa per oggi) del TAS di Losanna che definirà la stagione dei rossoneri, già segnata, peraltro, dal trapasso di proprietà dal fantomatico Li al fondo Elliot. Gli acquisti già conclusi dal Milan sono ovviamente dei parametri zero e portano i nomi di Reina, Strinic e Halilovic, la cui potenziale utilità non è in discussione, così come, tuttavia, non può dirsi adeguata ad ipotizzare una stagione di profilo medio-alto. Per il resto, più che in autentiche trattative, la dirigenza rossonera (anch’essa incerta circa il proprio futuro) è impegnata in chiacchierate informali; la coppia d’attacco formata da Kalinic e Andre Silva l’anno scorso ha deluso senza mezzi termini e al momento il Milan si limita a sognare di poterli rimpiazzare con Morata e Higuain, con Immobile più defilato. Le conseguenze più interessanti della sentenza del tribunale svizzero (a prescindere dalla scontata conferma dell’esclusione del Milan dall’Europa) potrebbero però aversi sul piano delle cessioni, con Donnarumma e Bonucci, infatti, che potrebbero decidere di partire in direzione di Parigi.

Gigi Bria

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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