Voce alla birra

VOCE ALLA BIRRA. La storia della St. Bernardus

Un’affascinante vicenda che ha inizio alla fine dell’Ottocento

Care Amiche e cari Amici de La Voce, oggi vorrò raccontarvi la storia di una birra che sicuramente, molti di voi conosceranno: sto parlando della St. Bernardus. Leggendo, vi accorgerete come da un male può nascere un bene.

Alla fine del XIX secolo, l’anticlericalismo in Francia era dilagante e per questo motivo, la comunità dell’abbazia di Catsberg fu costretta a trasferirsi nel villaggio di Watou, nelle Fiandre occidentali, in Belgio. Qui fondarono il Rifugio Notre Dame de St. Bernard, che agli inizi produceva formaggio; con i proventi delle vendite, venivano finanziate le attività dell’abbazia. Nel 1934, quando le acque in Francia si erano calmate, venne chiuso il Rifugio e la comunità monastica fece ritorno nella terra d’origine. Il caseificio venne rilevato da Deconinck.

Nel 1945, il monastero trappista San Sisto decise che avrebbe interrotto la vendita della sua birra e fu raggiunto un accordo in base al quale i monaci preparavano solo birra per il loro consumo. Tuttavia, la vendevano anche al pubblico alle porte del monastero e ad alcune taverne collegate al monastero stesso. Il caseificio ottenne una licenza e fu fondata la birreria St. Bernard. Il mastro birraio di Westvleteren, Mathieu Szafranski (di origine polacca) acquisì quote societarie del birrificio ed introdusse le sue ricette, il know-how e il ceppo di lievito di San Sisto. Deconinck così, produceva e vendeva le birre trappiste sotto licenza, prima che nel 1962 venisse sottoscritto un nuovo contratto. Nel 1992, l’accordo cessò i suoi effetti perché i monasteri trappisti avevano deciso che la birra trappista poteva essere prodotta esclusivamente all’interno di un monastero. Dal 1992 le birre prodotte a Watou vengono vendute con il marchio St. Bernardus.

Le birre di San Bernardo sono molto vicine alla ricetta ed allo stile delle birre di San Sisto, che difficilmente ottenibili al di fuori dell’area di produzione originale.

Con l’etichetta ‘San Bernardus’ vengono commercializzate sette birre:

  • St. Bernardus Tripel (8% ABV)
  • St. Bernardus Extra 4 (4,8% ABV)
  • St. Bernardus Pater 6 (6,7% ABV)
  • St. Bernardus Prior 8 (8% ABV)
  • St. Bernardus Abt 12 (10,0% ABV)
  • St. Bernardus Witbier (5,5% ABV) creata in collaborazione con il birraio Pierre Celis
  • Watou Tripel – Belgian Tripel (7,5% ABV)
  • San Bernardus Christmas Ale (10% ABV); disponibile solo durante l’inverno.

Infine una curiosità. Dal 2001 al 2014, con il marchio ‘St. Bernardus’ veniva venduta anche la Grottenbier – Belgian Dark Ale (6.5% ABV); . Il suo nome significa “birra della caverna”, poiché si tratta di una birra matura in una grotta per due mesi. Oggi la commercializzazione è passata alla Brewery Kazematten che la vende con il nome di “Grotten Santé”.

La prossima settimana andremo ad esplorare un altro nettare e sono sicuro che non resterete delusi.

A presto e… salute!

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Antonio Marino

Quasi cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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