Le donne sono vento

LE DONNE SONO VENTO. Prime donne pilota militari di caccia

La storia del Capitano Mariangela Valentini

Per quale motivo una donna decide di diventare pilota di caccia? Per passione, rispondeva il Capitano Mariangela Valentini, solo una grande passione può farti superare anni di duro addestramento e disciplina militare. E per amore del nostro Paese, per amore dell’Italia perché è un onore difendere la Patria e partecipare per la sua sicurezza.

Sebbene risalga al 2000 il via del Parlamento italiano all’entrata delle donne nelle Forze Armate, è solo dal 2006 che anche le donne possono arruolarsi nell’Aeronautica Militare.

Mariangela Valentini, originaria di Oleggio in provincia di Novara, inizia il suo percorso di pilota da adolescente, già dopo le scuole medie, con il preciso intento di diventare pilota di caccia, iscrivendosi all’Istituto Paritario Aeronautico Baracca di Novara.

Nel 2006, dopo intensa formazione seguita anche all’estero, viene assegnata alla base militare di Ghedi, eccellenza dell’Aeronautica Militare. Partecipa a missioni in Afghanistan e Libia; nel 2007 Brescia ha insignito “la pioniera dei cieli” del premio “Coraggio Ande Brescia”, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici, e nel 2010 viene promossa a Capitano.

Non è la sola che ha solcato i cieli come pilota di caccia militari. Mariam Al Mansouri, 26 anni, nel 2018 è la prima donna pilota di caccia negli Emirati Arabi Uniti ed è entrata nell’Accademia Militare nel 2007 ovvero appena la legge del suo paese ha permesso l’entrata delle donne nell’esercito, e ha già partecipato a missioni in Siria.

Il Capitano Yu Xu, prima donna pilota da caccia dell’esercito cinese e comandante di squadriglia, muore nel 2016 a 30 anni, durante un’esibizione a bordo del suo caccia, falciata dall’ala di un altro jet che volava in formazione, mentre si era lanciata con il paracadute per avvitamento del velivolo. La Cina piange Yu Xu, considerata ormai una stella per essersi qualificata a pilotare il caccia cinese. Molte donne cinesi hanno ammesso di essere state ispirate da Yu Xu per la sua lotta nella parità di genere.

La prima Top Gun giapponese si chiama Misa Matsushima, 26 anni, e sarà la prima donna di caccia da guerra, avendo il Giappone revocato la legge che lo vietava. Nel 1993 il Giappone ha permesso l’arruolamento per le donne ma solo nel 2015 ha esteso il permesso alle donne di diventare pilota da caccia.

Federica Maddalena, Maggiore pilota di Eurofighter nelle missioni italiane nel mondo, è l’unica donna nel suo gruppo di volo su 50 militari. In un’intervista a Il Sole 24 ore riferisce che è dura, certo, ma è un posto dove le donne possono stare a pieno titolo.

Il Tenente Colonnello Christine Mau nel 2015 è presentata dal Dipartimento della Difesa americano come la prima donna in addestramento al comando di un F-35, aereo da combattimento monoposto, decollando dalla base di Eglin con il suo volo inaugurale sul nuovo aereo da caccia delle forze americane.

Il Capitano Mariangela Valentini, la pioniera dei cieli con tante ore di Tornado al suo attivo, muore a 31 anni nello scontro tra due Tornado nei cieli sopra Ascoli Piceno il 19 agosto 2014. Perirono i due piloti e i due navigatori. Le cause dell’incidente sono rimaste poco chiare per tutti questi anni ma è di settembre 2018 la notizia che la procura di Ascoli ha chiuso le indagini iscrivendo nel registro degli indagati due ufficiali per omicidio colposo. Secondo la procura a causare l’incidente non furono i piloti, ci sarebbero errori commessi nella pianificazione della missione di addestramento, nella non comunicazione ai piloti del cambio dei piani di volo, oltre al centro di controllo da terra che non rispondeva, come dimostrano gli audio degli ultimi istanti.

Come recita la citazione del premio ricevuto dal Capitano a Brescia, il premio è insignito “per la sua scelta di vita indice di forza d’animo, capacità tecnica e coraggio, ma soprattutto simbolo dei valori di sacrificio, onore e dedizione al Paese”. Questi valori li ritroviamo in tutte le donne pilota di caccia nei paesi di tutto il mondo perché la passione e un sogno non bastano; occorrono forza d’animo per superare i periodi di grandi difficoltà, capacità personali e disciplina ferrea, oltre a dover scardinare obsoleti modi di pensare alla figura femminile.

Lo straordinario impegno e l’immensa forza di volontà di Pamela, divenuta pilota di caccia, abbraccia tutte le donne che con fermezza e rivoluzionando gli stereotipi della società hanno intrapreso la carriera militare aeronautica onorando fino in fondo i valori e i principi in cui hanno creduto, come enuncia Pavarini.

Sulla fascetta che avvolge il libro si legge: “Dedicato alle Prime Donne Pilota Militari di Caccia in particolare al Cap. Pilota Oleggese Mariangela Valentini”.

Patrizia Massi

Foto dal web

Tags
Mostra Altro

Patrizia Massi

Il più grande destino è quello di imparare molte cose

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dieci + tre =

Close