Amore

Con Andrea Giostra: astuzia e malizia caratteristiche femminili senza tempo

Dalle “novelle brevi di sicilia”: “gli auguri di mia nonna ottantenne”

Carissimi Amici, carissime Amiche, spesso si mitizzano le figure femminili “di una volta”, ergendole ad emblema di laboriosità, sopportazione, rassegnazione, castità, fedeltà e sottomissione incondizionata al marito, enfatizzando con rimpianto, se non addirittura con disappunto, il confronto con le donne di oggi.

Ma… era proprio così?

A fronte delle mitizzazioni epocali – che raramente condivido – osservo, rifletto e constato: siamo sicuri di non essere influenzati da quello che “vogliamo” credere?  Il pensiero della nonnina che sferruzzava golfini con gli avanzi di lana, seduta vicino al camino, aspettando il nonno è una dolce immagine, ma rappresenta solo una parte della quotidianità di tempi remoti che comunque non escludeva inganni, liti, tradimenti, opportunismo…

Personalmente ritengo inconfutabile che l’astuzia e la malizia – tipiche caratteristiche attribuite al gentil sesso – non siano “invenzione” di recenti generazioni.Sicuramente si differenziano i comportamenti, ma non gli atteggiamenti mentali, vale a dire la forma, ma non la sostanza.

Una volta – le donne – o appartenevano a famiglie nobili/agiate e non lavoravano in attesa del cosiddetto “buon partito” che le avrebbe sposate, rese madri – forse amate – oppure, le appartenenti alle classi meno abbienti o indigenti – svolgevano lavori di ogni genere, inclusivi anche di grandi fatiche ed umiliazioni. Questa malaugurata sorte, solo sporadicamente, poteva veder sovvertire l’avverso destino, grazie alla bellezza fisica, dono democratico della natura, non ascrivibile per diritto ad alcuna classe sociale e, peraltro, da sempre fattore molto attraente se ben esercitato sugli uomini. È pur vero che anche alcuni uomini avvenenti e prestanti hanno tratto analoghi vantaggi dalla loro naturale dote.

Non vedo una sostanziale differenza con le donne del nostro tempo, se non attualizzando la tipologia dei comportamenti, delle attività e delle espressioni verbali che le definiscono.Il classico esempio è la mamma di umili condizioni economiche che svolge un lavoro faticoso e, bando alla stanchezza, deve occuparsi anche della famiglia, in contrapposizione con l’agiata signora.

Detto questo, a conferma di quanto succitato,vi riporto, qui di seguito, il divertente racconto di vita vissuta tratto dalla raccolta “Novelle brevi di Sicilia” di Andrea Giostra – Scrittore e Psicologo – nel quale ci partecipa degli auguri “astuti e maliziosi” ricevuti dalla sua cara nonna Vita, in occasione del suo diciottesimo compleanno.

“GLI AUGURI DI MIA NONNA OTTANTENNE”

«Caro nipotino mio, adesso che hai fatto diciotto anni e sei diventato grande, fa il bravo ragazzo, sii responsabile e maturo, rifletti bene prima di fare qualsiasi cosa e non ti avventurare mai prima di aver riflettuto sui rischi e sulle conseguenze di quello che dovrai fare. Non frequentare cattive compagnie e stai solo con ragazzi e ragazze che possono darti qualcosa e possono farti stare bene. Punta al successo, ai grandi ed ambiziosi traguardi, che possano arricchire la tua vita e il tuo tempo.»

Avrei voluto augurarti tutto questo, caro nipotino!

Invece, io che ho ottant’anni, dico basta con tutte queste minchiate!

Quello che ti dico è invece questo: «Goditi la vita più che puoi, scopati tutte le ragazze che ti piacciono picchì sì un bieddu picciuttu e ‘u puoi fari! Gira il mondo e viaggia tanto finché non ti stanchi, e quando sarai stanco di goderti la vita e di viaggiare, trovati una donna ricca e bedda assai, e falla innamorare di farici perdiri la testa! E quannu è innamurata pazza, maritatilla subito, accussìnon dovrai lavorare e vivrai nel benessere e nella ricchezza con i soldi di lei, poi falle fare tanti figghicosì da vecchio non sarai solo e avrai cu’ cummatti cu’ tia.Insomma, goditi questa vita che è breve e vola via velocemente senza ca’ ti nadduni!Pensa solo a prenderti cura della tua famiglia, delle persone che ami, di te, e di tutto il resto futtitinni!Hai capito caro nipote mio?Questo devi fare!Così quando diventerai vecchio, comu sugnu iu ora,non rimpiangerai nulla della vita da giovane, e avrai fatto tutto quello che hai voluto e ti sarai goduto la vita, picchì nun n’arresta nienti una vuota chi muriemu e nall’atru munnu nun ni purtamu nienti!U capisti?Fai comu ti rici to’ nonna nca na’ passatu di tutti i culura ‘na so vita, e ni sapi assai di cosi, e sapi comu funziona lu munnu tirrenu!Ora ca ti rissi tutti sti cuosi, schietti schietti, tu puozzu ririBuon Compleanno niputeddu mio!E, comu dici to’ nonnu, ora pigghiamuni nu beddu cafè!»

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

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