Speciale Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Perché la violenza sulle donne? La storia di Iside ed Àdamo

Ecco come la mitologia spiega gli albori di questa nefandezza

Si racconta che Iside, all’inizio dei tempi di quando non abbiamo memoria, vide il pasticcio creato dai suoi figli, che rubavano agli altri quanto avevano per diventare più potenti.

Osservò lo sviluppo di questa creazione e si sentì impotente davanti al gioco degli dei-bambini. Riconobbe in se stessa l’incapacità per non aver mantenuto la creazione a uno stato di armonia. Si svilì per quel risultato, sentendosi in colpa. Spiegò ad Àdamo la sua condizione e la sua decisione: ritirarsi dal gioco del mondo creato, a causa della sua incapacità.

Àdamo, per via del suo amore profondo per Iside, accettò di prendersi cura della creazione al posto di Iside le cui doti erano creazione e nutrimento.

Iniziò così un periodo caotico perché Àdamo non aveva i doni di Iside, tenerezza e creatività, bensì forza e determinazione, qualità che erano in lui per sostenere la creazione di Iside.

Iside si ritirò con la sua ferita di incapacità e guardando il pasticcio combinato dal povero Àdamo che gestiva tutto come meglio poteva, iniziò a provare un forte senso di colpa per essersi allontanata dai suoi compiti rifiutando le proprie responsabilità. Tutte queste convinzioni non fecero altro che rendere Iside sempre più debole e depressa. Àdamo, dal canto suo, si rese ben presto conto che non aveva le capacità per gestire anche la creazione ma con Iside in quello stato, e a causa del suo amore per lei, continuò a fare come meglio poteva con le sue risorse, mentre i figli diventavano sempre più ribelli perché mancava loro un sano equilibrio delle figure di riferimento.

Àdamo iniziò a provare un forte senso di frustrazione e sviluppò, per via delle sue caratteristiche peculiari di forza e determinazione, un senso di rabbia verso Iside che l’aveva lasciato solo in quella situazione disperata e per lui ingestibile.

La ferita di Iside iniziò lentamente a guarire a partire da un punto di consapevolezza. Si risolse a fare un tentativo di riconquistare la sua posizione, ben appoggiata dalle sue figlie che a lungo avevano sostenuto il suo processo di guarigione. Ma ahimè, si scontrò con la frustrazione, la rabbia di Àdamo e i suoi figli che, a causa delle qualità iniziali che li contraddistinguevano, avevano usato la forza e la determinazione per acquisire ancora più potere per gestire la creazione anziché la compassione. Per non parlare del senso di essere stati completamente abbandonati.

Al povero Àdamo non aveva pensato nessuno, tutto solo a sostenere ogni cosa, e la sua ferita è ancora aperta e misconosciuta, perché si iniziò a dare a lui la colpa per ogni fallimento.

Questa storia è quella che si racconta da molto tempo per spiegare le divergenze tra uomo e donna e come si sia giunti a essere testimoni di tanta violenza nei confronti delle donne.

Patrizia Massi

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Patrizia Massi

Il più grande destino è quello di imparare molte cose

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