Economia

CON LA MANOVRA, RISCHIO AUMENTO DELLE TASSE LOCALI SINO A DUE MILIARDI IN PIU’

Le previsioni dell'Agenzia di rating, Moody's

Con l’eliminazione dei blocchi alle aliquote locali ed alle addizionali su Irap, Imu-Tasi e Irpef, per come disposto dalla Manovra finanziaria, i cittadini rischiano di andare incontro ad un vero e proprio salasso fiscale. L’allarme lo lancia l’Agenzia di rating, Moody’s la quale afferma che gli enti locali potranno “raccogliere fino a due miliardi di entrate aggiuntive, pari al 10% dei loro margini correnti”.

Secondo l’Agenzia, “circa l’80% degli enti locali in Italia potrebbe cogliere l’opportunità di aumentare le tasse nel corso del 2019”. Va detto però che le elezioni amministrative previste per la prossima primavera in oltre 4mila comuni e 6 regioni, “potrebbero ritardare” gli aumenti che sarebbero così rinviate alla seconda metà del 2019.

“Queste tasse – prosegue Moody’s – generano circa 60 miliardi di euro di entrate all’anno, pari a circa il 30% dei ricavi correnti” e “la riforma potrebbe consentire ulteriori entrate di circa 2 miliardi di euro, pari al 10% dei loro margini correnti se la rimodulazione di tasse ed esenzioni fosse portata all’estremo”.

Lo sblocco delle aliquote, sottolinea l’Agenzia, potrebbe rappresentare una manna per quegli enti locali che per tre anni, dovendo adeguarsi alle direttive del Governo di Roma, hanno perso qualcosa come 22 miliardi di euro in termini di risorse.

Moody’s ritiene che “gli enti di piccole e medie dimensioni del Nord e Centro Italia potrebbero essere i principali beneficiari in quanto avevano applicato aliquote relativamente basse fino al 2016 e potrebbero usare l’aumento per sostenere le proprie finanze o aumentare gli investimenti”. Per quanto riguarda il Sud, “dove i bilanci sono meno flessibili e le basi fiscali locali sono più deboli, molto probabilmente gli enti utilizzeranno gli eventuali margini residui semplicemente per consolidare i bilanci annuali”.

Nelle grandi città come Milano, Venezia, Roma, Napoli e Torino ed in regioni come il Piemonte ed il Lazio, gli aumenti dovrebbero essere meno impattanti per le tasche dei contribuenti poiché queste realtà “avevano già impostato le aliquote vicino al loro livello massimo prima del congelamento”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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