Amore

Convivere con la bruttezza esteriore

Essere brutti non è una colpa ed essere belli non è un merito

Carissimi Amici, carissime Amiche, in un mondo in cui impera la cultura della bellezza fisica, pare intollerabile  la condizione opposta.  Ancor meno è accettabile che qualcuno si permetta di esprimere opinioni negative sulla mancanza di avvenenza, nei riguardi di una donna.Palese incoerenza con affermazioni inneggianti il vero valore della bellezza interiore, considerata all’unanimità “la sola che davvero conta”.

Essere brutti non è una colpa, così come essere belli non è un merito: madre natura si arroga il libero arbitrio di scegliere per noi. E questo è inconfutabile.

Personalmente non concordo con i sostenitori neganti l’esistenza di donne brutte. Viceversa, credo che  ogni persona, non necessariamente solo di sesso femminile, se lo desidera, possa migliorare il proprio aspetto, prendersi cura di sé e rendere più gradevole la propria apparenza, nella reale – e non solo dichiarata – accettazione del proprio limite.

Qualcuno ha affermato che le cure estetiche richiedono tempo e denaro – due materie prime che spesso scarseggiano –  e che l’efficacia è relativa, tuttavia, è pur vero che, nell’ambito delle proprie possibilità,migliorare si può.Spesso si è vittime della demoralizzazione che, unitamente alla pigrizia, funge da deterrente alla manifestazione di un aspetto curato e piacevole.

Infine, recentemente,  Il web, in tono decisamente aggressivo, polemizza su affermazioni maschili, talune decisamente insensibili, rimarcanti il rifiuto verso donne non belle e non più giovani, ma non risparmia commenti femminili altrettanto  ineleganti sul cosiddetto “sesso forte”.Mi pare una notevole incongruenza:se definire una persona “esteticamente brutta” è ritenuta un’offesa, tant’è per entrambi i sessi.

L’incoerenza tra l’affermare che la vera bellezza è quella dell’anima e che “il resto sono tutte stupidate dettate dalla superficialità” e l’offendersi  – oltre al polemizzare –  a fronte di manifestazioni dissentive, mi pare evidente.

Un abbraccio

Daniela Cavallini

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