La "Sophia"

Mangiare e curarsi come grande espressione di amore

Quando il corpo diventa l’espressione della propria parte interiore

Oggi abbiamo moltissimi supermercati pieni di cibo, conosciamo le più svariate diete alimentari, le idee e i suggerimenti da parte di nutrizionisti, ma ancor più fortemente sono ancorati gli stili di vita che gravano intorno all’alimentazione.

Qualche giorno fa entrando in un supermercato ho notato che mi trovavo di fronte a dei veri e propri stili di vita perché ci è stato insegnato che per esempio una situazione sentimentale possa influire sull’alimentazione, ovvero sulla modalità di prepararsi da mangiare. Possiamo osservare, infatti, verdure e frutti già preparati e tagliati, carni e formaggi impacchettati in porzioni piccole ecc. Si crede che questi tipi di preparati siano adatti a chi non ha un partner, alle persone che non hanno tempo per preparare il pasto e per tutti coloro che optano per una soluzione veloce, pulita e senza impegno.
Riflettevo allora su che cosa significasse veramente mangiare, quale valore attribuiamo realmente a questi momenti della giornata, quanto siamo consapevoli di quello che stiamo facendo quando cuciniamo e mangiamo, quanta responsabilità ci assumiamo veramente nei confronti del nostro corpo e per la quantità di cibo che abbiamo a disposizione.

Oggi molto spesso si ha fretta di mangiare e la preparazione del cibo viene considerata stressante, stancante e al pari di una perdita di tempo soprattutto alla fine della giornata di lavoro o di impegni famigliari; il tutto perché consideriamo il momento del pasto un atto di dovere per la nostra sopravvivenza.

In alcune circostanze e popoli, in cui la quantità di cibo a disposizione è molto meno, può essere anche così ma vorrei piuttosto riflettere sul rapporto con il cibo di una civiltà che pur non trovandosi in uno stato di sopravvivenza considera il momento del pasto un dovere.
Spesso si sente dire infatti “Dobbiamo pur mangiare qualcosa” e a volte addirittura si discute per l’incognita di cosa mangiare. Quello di cui però ci si dimentica è che anche il cibo è un’energia e che in base a quello che mangiamo ci sentiamo più o meno sereni e in equilibrio.
Il cibo che la natura ci mette a disposizione e di cui molte persone si prendono la cura di coltivarlo serve per nutrire il nostro corpo; ma non si tratta di un semplice nutrimento, bensì di un nutrimento energetico attraverso alimenti che hanno delle proprietà. Molti frutti, piante ed erbe che già utilizziamo ed altri che non conosciamo possono essere utili al nostro corpo, ma non solo, anche a tutti i nostri sensi.

Oggi si vive sempre più in un’assenza di amore verso il proprio corpo, contenitore della nostra anima, e quindi in un’assenza di amore verso la propria profondità ed essenza. Quando amiamo qualcuno infatti non ci sentiremo mai in dovere di agire ma sarà il cuore a guidarci durante le nostre azioni. La stessa cosa si verificherebbe se ci impegnassimo ad amare il nostro corpo e ad amare quindi la nostra anima; a quel punto potremmo sentire dentro di noi ciò di cui abbiamo bisogno e scegliere gli alimenti che il nostro corpo necessita per la sua crescita.
Quando il corpo si ammala e tenta di comunicarci, liberarsi e ricaricarsi lo si dovrebbe curare con amore e non riempirlo di sostanze che bloccano la sua libera espressione.
Oggi si parla di cure definite “alternative” perché sono viste ancora in contrasto con una medicina allopatica basata quindi su prove scientifiche accettate e molto utilizzata perché dà la cosiddetta “sicurezza”; secondo le credenze le cure “alternative” ad essa non la danno pur avendo delle fondamenta scientifiche. Perché però vogliamo avere la sicurezza nei confronti dell’espressione di una cosa che viene dal nostro interno e controllare quindi le reazioni del nostro corpo? E soprattutto perché crediamo che la scienza debba essere utilizzata per darci una sicurezza e reprimere la nostra libera espressione? E se fosse, invece, una meravigliosa conoscenza a permettere di creare una base senza critiche e fiduciosa in ancora più grandi opportunità?

Scegliere di prendersi cura del proprio corpo attraverso metodi naturali non significa solamente utilizzare la natura e pretendere che abbia un effetto immediato pari ad una pastiglia, ma richiede di amare ogni giorno tutte le espressioni del proprio corpo e soprattutto richiede un nutrimento basato sull’amore e non sulla fretta.

Dovremmo smettere di agire in base a schemi e secondo gli stili di vita che troviamo al supermercato. Siamo noi gli unici responsabili dello stato di salute del nostro corpo e della nostra anima. Non scarichiamo questa responsabilità sugli altri comprando gli alimenti già pronti, riempiendoci di farmaci, rendendoci schiavi di una sicurezza e giudicando la natura di inefficienza solo perché abbiamo fretta e perché non abbiamo ancora imparato ad amare noi stessi.

Sentite veramente dentro quanto siete e assumetevi la responsabilità di questa grandezza.

Sophia Molitor

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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