SANREMO 2019. Baglioni: “Non sarà un festival politico”

La conferenza stampa alla vigilia del festival, sgombra il campo da dubbi e polemiche

Si apre stasera la sessantanovesima edizione del Festival della Canzone Italiana, nella tradizionale cornice del Teatro Ariston di Sanremo. Ieri ha avuto luogo la conferenza stampa tenuta dal Direttore Artistico e conduttore, Claudio Baglioni. Con lui, i co-conduttori, Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Non ultima per importanza, la Direttrice di RAI 1, Teresa De Santis.

Baglioni, sulla scorta della polemica sviluppatesi nei giorni precedenti con il Vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha voluto chiarire che “non sarà un festival politico, ma dell’armonia… che si basa sulle canzoni”. Un festival del tutto artistico, quindi. “E’ come un gran premio della montagna. Alla fine ti ricordi solo le discese, dimenticando le salite. Ma le salite ci sono state, anche qualcuna più aspra da scalare. Ma dobbiamo pensare al festival come se noi fossimo solo dei servitori, come se fosse una creatura fragile, perché si basa sull’arte più povera dell’arte che è la canzone. Io sono sempre il sagrestano, si dice che il festival è una messa cantata, ma vorremmo che sia cantata al meglio possibile” ha detto ancora Baglioni, aggiungendo: “Cercherò di combattere i personalismi e a non far prevalere il chiacchiericcio”.

“Questo dovrebbe essere il festival dell’armonia – ha proseguito il cantautore romano -. Abbiamo avuto giornate che non sono sembrate armoniche, ma l’armonia va conquistata: dalla mattina alla sera cerchiamo di fornirla alle nostre vite e anche per un musicista è fondamentale. Bisogna comprimere i contrasti per raggiungerla. Ho cercato la simmetria anche nelle scenografie e nella grafica. Lo stesso logo richiamalo yin e yang”.

In merito agli ospiti stranieri, Baglioni ha spiegato: “Ormai di dischi non se ne vendono più molti, quindi o l’artista ha interesse a venire in Italia o la Rai deve strapagare questi artisti. Piuttosto che avere un gruppettino dell’ultimo momento preferiamo avere i nostri artisti. Prima sera Bocelli padre e figlio, faremo il pezzo con il quale lui vinse Sanremo”. “Tra gli ultimi arrivati – ha detto ancora Baglioni – come ospite, ci sarà anche Riccardo Cocciante, nella seconda serata”. “L’internazionalità del festival non è solo nel nome, ma anche nel fatto che molti artisti che partecipano sono internazionali. Andrea Bocelli è artista internazionale, Cocciante lo è”. Altri ospiti del festival, Claudio Santamaria, Giorgia, Pierfrancesco Favino.

Scompare la serata dedicata alle cover. Nel merito, Baglioni ha affermato: “Trovavo insensato che un interprete proponesse se stesso e poi portasse sul palco il prodotto artistico di qualcun altro. Sarà un festival molto simile a quello dell’anno scorso”.

Circa i duetti, Baglioni ha dichiarato: “Quest’anno duetterò con gli ospiti sulle loro canzoni o canteremo brani di un repertorio terzo”. “Apriremo tre serate con mie canzoni, accarezzando il concetto di kolossal, di teatro totale sul palco dell’Ariston, un po’ come è accaduto nei miei concerti – ha proseguito il Direttore Artistico del festival -. Avremo coreografie mutuate dallo show, firmate da Giuliano Peparini, e parte della squadra di ballerini che mi ha seguito nel tour”.

Claudio Bisio, ha garantito la moderazione nei suoi interventi: “Non parlerò di migranti, ma neanche di Venezuela, di Bolsonaro (…) e neppure della Juve…”. “Quando mi hanno chiamato – ha detto ancora Bisio -, ho chiarito che con me non ci sarebbe stata la parte di costume e di spettacolo, che c’era stata con i conduttori classici. Nella parte dell’intrattenimento vincerà la leggerezza”.

La Direttrice De Santis ha invece parlato del presunto conflitto di interessi che riguarderebbe Baglioni. “La nostra produzione musicale e culturale – ha affermato la De Santis – vive anche di contiguità; anzi, spesso ne deve fare tesoro: attraverso rapporti amicali si possono ottenere artisti che altrimenti non si sarebbero avuti. Questo non vuol dire che non ci debba essere una coscienza tale da far sì che venga favorita la qualità”. Baglioni ha “una coscienza molto forte” e “non ha bisogno di chissà quali sovvenzioni o giochi di potere”. “Non parlo contrattualmente di questo tema – ha proseguito la De Santis – perché non ho titolarità per esprimermi sul piano tecnico su un una questione che riguarda gli ambiti legali. Ne parlo sul piano concettuale, culturale”. “Per quanto mi riguarda e per l’esperienza che ho accumulato negli anni, penso per esempio al Live Aid, è molto frequente che siano le filiere amicali a creare le condizioni per arrivare al massimo del risultato”. “Nel caso di Baglioni – ha affermato la dirigente RAI – quando si fa un contratto ad un artista vivente e operante, è normale che abbia rapporti anche con l’industria della produzione musicale e dunque sta alla sua coscienza, che credo sia molto forte, portare avanti i risultati. E mi pare che lo scorso festival lo abbia ampiamente testimoniato”. “Baglioni – ha rimarcato la De Santis – ha 50 anni di storia e un profilo internazionale e non penso che voglia buttare alle ortiche questa esperienza per finire nelle strettoie di chissà quali oscure macchinazioni e veder denigrare la sua arte. Baglioni non ha bisogno di chissà quali sovvenzioni né di chissà quali giochi di potere. Credo che non ci sia altro da aggiungere da questo punto di vista”.

Antonio Marino

 

Foto: IPA

Vai alla barra degli strumenti