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‘Dentro l’oscurità’: Loredana Berardi racconta la sua vita nell’Istituto minorile “Ferrante Aporti” di Torino

Non solo il racconto di una vita devastante sul fronte psicologico, ma anche un invito alla speranza

Sopravvivere per 11 anni all’interno di un carcere minorile, rinunciando alla propria libertà. E’ questo ciò di cui parla Loredana Berardi nella sua terza opera, ‘Dentro l’oscurità’, “Gruppo Albatros Roma”.

La Berardi, in questo libro racconta la sua vita sin da bambina nell’Istituto minorile “Ferrante Aporti” di Torino, poi nel carcere di massima sicurezza di Novara, da figlia del Comandante degli agenti di Polizia Penitenziaria. Un periodo vissuto negli Anni 80, quando la minaccia terroristica era ancora molto forte. Per questo motivo, la sua esistenza e quella dei suoi familiari, è stata blindata dai rigidi protocolli della scorta, assegnata a causa delle continue e credibili minacce ricevute.

Loredana Berardi racconta dell’arrivo di Vallanzasca, le rivolte, gli spari fino all’incontro inaspettato con i terroristi. La storia tiene con il fiato sospeso il lettore, parlando anche delle minacce da parte della “Nuova Camorra Organizzata”.

Una vita che avrebbe devastato chiunque e la Berardi ne paga conseguenze pesantissime, facendo i conti con la depressione, gli attacchi di panico, la bulimia, l’autolesionismo. Il colpo di scena quando scopre di essere stata adottata. Alla fine il grande lutto per la perdita della madre.

In fondo a qualunque tunnel però, c’è sempre la luce e questo libro vuole essere non solo il racconto di una vita devastante sul fronte psicologico, ma anche un invito alla speranza, alla vita, grande rinascita che alla fine, l’autrice riesce a conquistare.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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