Calcio Serie A

Serie A: il Napoli non sfonda a Firenze. Inter, tre punti firmati Lautaro

Poco spettacolo nei due anticipi di campionato

Gli ultimi due anticipi del 23° turno del campionato di calcio di serie A promettevano gol e spettacolo, ma si rivelano in ultimo avari tanto degli uni quanto dell’altro. Fiorentina-Napoli finisce infatti 0-0, con i partenopei che talvolta sprecano e talaltra incocciano in un Lafont in serata di grazia; l’Inter invece espugna il “Tardini” di Parma per 1-0 disputando un’ottima ripresa.

Nella scorsa stagione lo sciagurato 0-3 incassato al “Franchi” per mano dei viola sgretolò i sogni di scudetto del Napoli, che solo pochi giorni prima era andato ad espugnare lo “Stadium” riaprendo il campionato; lo 0-0 di ieri pesa senz’altro meno, ma la squadra di Ancelotti, in attesa della trasferta juventina a Sassuolo, non riesce ad accorciare dalla capolista e insegue la vetta a -8. I gigliati soffrono e rischiano per quasi tutti i novanta minuti, pungendo di tanto in tanto ma senza concretizzare; con 32 punti, gli uomini di Pioli si allontanano dalla zona Europa che tuttavia non è ancora del tutto irraggiungibile.

L’eroe della serata viola è Alban Lafont, capace di chiudere a doppia mandata la propria porta di fronte alle ripetute iniziative napoletane. Subito sollecitato da una conclusione di Zielinski, il portiere transalpino viene poi graziato sulla ribattuta da Insigne che conclude in curva; l’ex portiere del Tolosa mostra poi una notevole reattività su Mertens, servito da un suggerimento delizioso di Ghoulam. Sull’unica vera occasione per la Fiorentina, Meret si dimostra all’altezza del collega rispondendo in modo splendido alla legnata di Veretout. Successivamente, Mertens è troppo morbido da pochi metri, ma Lafont ancora una volta è presente. Il tema non cambia nel secondo tempo; Callejon dalla destra serve Zielinski, la cui conclusione a botta sicura trova l’opposizione a mano aperta di un Lafont nuovamente superbo. Fabian Ruiz ci prova da fuori, ma il suo mancino accarezza l’incrocio dei pali; l’ultima occasione per il Napoli cade nel terzo minuto di recupero sui piedi di Milik che interviene in spaccata sul centro di Callejon, ma mette sull’esterno della rete. Finisce così, con i viola che erigono un monumento al proprio portiere e i partenopei che devono rimpiangere le numerose occasioni sprecate.

L’Inter riesce momentaneamente a confinare in un angolo la crisi; il gol di Lautaro Martinez, il primo del 2019 per i nerazzurri, vale il successo dopo un pareggio e due sconfitte. I ducali, che non hanno problemi di classifica e giocano con la mente libera, si mostrano disinvolti nella prima parte dell’incontro per poi sparire gradualmente di fronte alla crescita dell’Inter nella ripresa.

Lo spauracchio Gervinho è fulminante in apertura, quando Vecino sottovaluta l’incursione dell’ivoriano, la cui conclusione fa vibrare violentemente la traversa. Successivamente, Perisic si allunga troppo il pallone in progressione, rendendo più agevole l’intervento di Sepe sulla conclusione del croato; dall’altra parte, la replica arriva da Inglese che in un fazzoletto si crea lo spazio per il tiro, fuori di un palmo. Nel secondo tempo gli equilibri cambiano; i nerazzurri vanno in rete con D’Ambrosio, ma la VAR rileva il tocco con il braccio del terzino e si rimane sullo 0-0. Il gol arriva però poco dopo quando Nainggolan sradica il pallone dai piedi di Kucka e verticalizza per Lautaro Martinez, la cui botta di destro si appende sotto la traversa. I nerazzurri non si accontentano e legittimano il successo sfiorando il raddoppio due volte nella stessa azione; dapprima Gagliolo salva sulla linea la debole conclusione ravvicinata di Vecino, successivamente Brozovic stampa sul palo un interno destro dai ventidue metri. L’1-0 interista passa così agli archivi; la squadra di Spalletti si issa in tal modo a 43 punti, ricacciando a cinque lunghezze di distanza le squadre romane. Per il Parma, senza vittorie da tre partite, la classifica di 29 punti non intacca una condizione complessivamente serena, con la zona retrocessione lontana 12 punti.

Gigi Bria 

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Gigi Bria

Le cose migliori arrivano per caso. Per caso, ormai dieci anni fa, iniziai ad insegnare diritto ed economia politica in una scuola superiore di Milano. Sempre per caso, qualche anno fa, mi fu proposto di scrivere. Ho visto "La Voce" quando era ancora un embrione; ora è il giovane figlio di cui mi prendo cura ogni giorno parlando di sport e dirigendone la relativa redazione. Seguo il mondo del calcio, confidando di riuscire a non far mai trasparire la mia pur blanda fede calcistica.

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