Politica

LEGITTIMA DIFESA. Salvini soddisfatto ma ANM e penalisti frenano

L'Associazione dei magistrati intravede dubbi di costituzionalità

Roma, 28 marzo – L’approvazione della legge sulla legittima difesa, se da una parte ha visto la soddisfazione della Lega e di parte del M5S, dall’altra registra i dubbi e le critiche dell’Associazione Nazionale Magistrati e dei penalisti.

“Dopo anni di chiacchiere, questo 28 marzo è un gran giorno per gli italiani”, ha affermato Salvini, aggiungendo: “Dopo anni di polemiche è stato sancito il sacrosanto diritto alla legittima difesa per chi viene aggredito a casa sua, nel suo bar, nel suo ristorante. Non si legittima il Far West, ma si sta con i cittadini perbene”. “Si eliminano anni e anni di giri per i tribunali e di spese legali – ha detto ancora il Vicepremier leghista -, si elimina il risarcimento di centinaia di migliaia di euro per i parenti dei ‘poveri’ rapinatori'”.

L’ANM però, è di parere diverso. Il presidente del”associazione dei magistrati, Francesco Minisci ha infatti dichiarato che la nuova legge “non tutelerà i cittadini più di quanto fossero già tutelati fino ad oggi. Al contrario introduce concetti che poco hanno a che fare con il diritto, prevede pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati, oltre a veicolare grandi difficoltà di interpretazione”. Minisci inoltre, si è detto convinto del fatto che il testo comporti “numerosi dubbi di incostituzionalità”.

Sulla stessa linea dell’Associazione dei magistrati, anche i penalisti. Il presidente dell’Unione delle Camere Penali, Giandomenico Caiazza ritiene che sia “una legge inutile e pericolosa e interviene su un’emergenza virtuale, inesistente, visto che i casi di legittima difesa in casa sono due all’anno e si tratta di assoluzioni”. “E’ una norma inutile perché qualunque avverbio inserito in una norma non può evitare la valutazione discrezionale di un giudice su un omicidio avvenuto in casa – ha proseguito Caiazza -. Ed è pericolosa perché diffonde la convinzione nella gente che si possa agire in condizioni di impunità in casa. Non è così”.

A difendere la legge, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede il quale garantisce che “non ci sarà alcun Far West. Evitiamo semplicemente, da ora in poi, che chi si difende legittimamente debba anche attraversare un calvario giudiziario. Era un punto del contratto di governo e l’abbiamo realizzato. Ora avanti tutta con la legge sulla violenza sulle donne”.

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Redazione La Voce

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