Storia

Il Proibizionismo: tredici anni di insensata repressione

Un provvedimento oscurantista che giovò solo alla criminalità

Molti capolavori del cinema sono stati ambientati nel periodo passato alla storia come l’epoca del Proibizionismo, pellicole memorabili come “C’era una volta in America” e “Gli intoccabili”; vediamo quindi nel dettaglio cosa fu il Proibizionismo, come nacque e quali ne furono le conseguenze.

Il proibizionismo nacque negli Sati Uniti per la pressione delle “società di temperanza”, ossia gruppi religiosi di grande peso politico caratterizzate da un moralismo molto spinto. Tanto per rendere l’idea, questi gruppi facevano grosse pressioni sul Congresso perché venissero vietati la pubblicazione di stampe erotiche, libri a carattere scientifico che mostrassero immagini dettagliate del corpo umano, scritti sul controllo delle nascite, e addirittura l’esposizione di statue di nudo nei musei; nel mirino di queste società vi erano poi anche il gioco d’azzardo, le gonne troppo corte, i rapporti prematrimoniali e le pratiche sessuali considerate troppo peccaminose anche per le coppie sposate. Attenzione però, queste società nacquero e presero piede nei primi decenni dell’800, non nel Medio Evo, come si potrebbe essere indotti a pensare date le posizioni da esse sostenute.

Come abbiamo detto, le società di temperanza avevano un enorme peso politico, e di fatti il 16 gennaio del 1920 entrò in vigore il Volstead Act, ossia la legge voluta dal senatore Andrew Volstead, che pose il bando sulle bevande alcoliche (ne erano esentati gli alcolici ad uso medicinale e religioso). Lo stesso senatore Volstead all’indomani dell’entrata in vigore del provvedimento affermò: “I quartieri umili presto apparterranno al passato, le prigioni e i riformatori resteranno vuoti, tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno, le porte dell’inferno si sono chiuse per sempre”; in buona sostanza, si attribuiva al consumo di bevande alcoliche gran parte dei mali della società. L’ottimismo del senatore era davvero invidiabile, ma i fatti gli diedero torto: l’unica conseguenza reale del provvedimento fu che ne nacque un fiorentissimo mercato nero che fece fare soldi a palate alla criminalità organizzata (il famoso gangster Al Capone fece una fortuna col contrabbando di alcolici, così come il suo “collega” Lucky Luciano); secondo le stime ufficiali, il giro d’affari legato al contrabbando di alcolici era pari a 3 miliardi di dollari dell’epoca, ossia il 3% del PIL degli interi Stati Uniti. Giusto per la cronaca, già la notte del 15 gennaio una banda armata assaltò un treno che trasportava un carico di whiskey dal valore di 100.000 dollari (1,3 milioni di oggi), dando così ufficialmente inizio al contrabbando di bevande alcoliche che, altra catastrofica conseguenza del provvedimento, non essendo più soggette a controlli da parte delle autorità, venivano prodotte in laboratori clandestini e adulterate con grave rischio della salute dei consumatori: si calcola che negli anni del Proibizionismo 50.000 persone ebbero gravi danni alla salute e 10.000 morirono per avvelenamento da metanolo. Inoltre il Governo federale perse il 14% degli introiti fiscali per la mancata tassazione delle bevande alcoliche, per non parlare della perdita di una gran quantità di posti di lavoro nell’industria degli alcolici e nell’indotto (produttori di botti, bottiglie, camionisti, ecc.): 11 milioni di persone rimasero senza lavoro.

Ad aumentare fu invece il numero di crimini registrati, in media del 24%; e paradossale fu poi il fatto che aumentarono esponenzialmente gli arresti per ubriachezza molesta e guida in stato di ebbrezza: era meglio scolarsi la bottiglia tutto d’un fiato piuttosto che farsela trovare addosso. Affari d’oro fecero poi le navi da crociera le quali, una volta fuori dalle acque territoriali statunitensi, offrivano alcolici ai loro passeggeri; la Coca-cola triplicò le vendite.

Molti dei distillati prodotti clandestinamente vennero soprannominati “moonshine”, dato che venivano prodotti nottetempo al chiaro (shine) di luna (moon); altro nomignolo dato agli alcolici prodotti clandestinamente era “bathtub”, in allusione ai mezzi di fortuna in cui venivano prodotti, come ad esempio le vasche da bagno (bathtub, appunto).

Non essendo più possibile bere alla luce del sole, cominciarono a fiorire decine di migliaia di locali clandestini ai quali si accedeva tramite parola d’ordine (abbiamo tutti presente la classica scena da film con la finestrella che si apriva sulla porta), in cui si poteva bere in tutta sicurezza; tali locali erano detti “speakeasy”, dato che all’interno di essi si doveva parlare (speak) piano (easy). E non fu difficile per la criminalità organizzata adattarsi al nuovo business, dato che gli speakeasy esistevano già prima, essendo dedicati al gioco d’azzardo ed alla prostituzione: si trattava solamente di aggiungere alla lista delle attività criminali quella di servire le bevande alcoliche ora divenute illegali.

Da sottolineare poi come il ricco business del contrabbando di alcolici avesse dato vita a lotte feroci tra le gang che se ne contendevano il controllo sul territorio, con scontri armati tra di esse e con la polizia, ed una gran quantità di vittime anche tra i passanti che si ritrovavano in mezzo a sparatorie da far west.

Il proibizionismo rimase in vigore fino a quando, constato che le conseguenze della proibizione erano peggiori del consumo stesso di bevande alcoliche, si decise di porvi fine: il 5 dicembre del 1933 il Volstead Act venne ufficialmente abolito, lasciando ai singoli stati la libertà di legiferare in materia (alcuni di essi rimasero proibizionisti fino agli anni ’60 ed alcune contee lo sono ancora oggi). Come conseguenze immediate vi furono un picco nelle entrate fiscali del Governo grazie alla tassazione degli alcolici regolarmente commercializzati, e la creazione di un milione di posti di lavoro. Ed ovviamente le organizzazioni criminali videro crollare il loro volume di affari pur rimanendo attive, dato che negli anni d’oro del proibizionismo gli utili erano stati talmente elevati che il denaro “guadagnato” era stato investito in varie attività (mercato immobiliare, traffico di rifiuti e droga, ecc.); la Chicago Outfit, l’organizzazione criminale di Al Capone cresciuta a dismisura grazie al Proibizionismo, è attualmente ancora in piena attività.

In ultimo, una curiosità. Nella moderna lingua inglese il termine “bootleg” sta ad indicare il materiale di contrabbando, e l’origine di questo neologismo va ricercata proprio negli anni del Proibizionismo; difatti i contrabbandieri erano usi portare le fiaschette piatte del whiskey infilandole tra uno stivale (boot) e la gamba (leg), da cui appunto il termine “bootleg” come sinonimo di qualcosa che è di contrabbando.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa
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