Champions League

Champions League: Ajax con un piede in finale, Tottenham domato 1-0

Stasera Barcellona-Liverpool

Dopo aver estromesso dalla massima competizione europea Real Madrid e Juventus, l’Ajax offre un’altra prestazione da stropicciarsi gli occhi andando a vincere a Londra in casa del Tottenham per 1-0 nella semifinale di andata di Champions League e ora ha più di un piede nella finalissima, in programma il prossimo 1° giugno al “Wanda Metropolitano” di Madrid.

Ten Hag schiera l’ormai canonica formazione, miscela di gioventù sfacciata e talento cristallino; davanti a Onana in porta, i laterali sono Tagliafico e Veltman, con Blind e De Ligt a costituire la coppia centrale. Il centrocampo ruota attorno alla straordinaria intelligenza calcistica di De Jong, Schoene e Van de Beek; in avanti, infine, senza una punta di ruolo, Neres, Tadic e Ziyech compongono un terzetto all’insegna della fantasia e dei piedi buoni. Dall’altra parte, nell’appuntamento più importante della stagione, Pochettino deve fare i conti con le importanti defezioni di Kane e Son nel reparto offensivo, rimpiazzati dal primo minuto da Llorente e Lucas Moura, che vengono accompagnati da Alli in qualità di collante con il centrocampo; nella zona nevralgica del gioco, il riferimento è come di consueto Eriksen, assistito in regia da Wanyama, con Trippier e Rose a solcare le corsie laterali. Davanti al portiere Lloris, la difesa a tre è poi formata da Alderweireld, Sanchez e Vertonghen, costretto ad abbandonare il campo prima dell’intervallo per un brutto scontro di gioco.

La compagine olandese non conosce timidezza e sciorina fin dalle prime battute il proprio gioco dinamico ed elegante. E al primo vero affondo i “lancieri” vanno in gol; non è passato nemmeno un quarto d’ora, infatti, quando Ziyech indovina un filtrante perfetto per Van de Beek che sul filo del fuorigioco resta freddo e infila Lloris. Poco dopo Tagliafico, Tadic e Van de Beek ordiscono una trama finissima sul lato sinistro dell’area, ma stavolta l’estremo difensore degli “Spurs” si oppone alla conclusione del centrocampista olandese. I padroni di casa provano a rialzare la testa e si affacciano più volte dalle parti di Onana nella seconda metà della frazione; sulla punizione calciata da Trippier, l’incornata di Llorente sfila di poco a lato del palo. Poco dopo, su un’azione analoga, il colpo di testa di Alderweireld muore di un soffio al di sopra della traversa. Prima dell’intervallo, poi, Sissoko (subentrato all’infortunato Vertonghen) viene liberato dall’appoggio di Llorente, ma la sua sventola dalla distanza si spegne fuori.

Nel secondo tempo il Tottenham prova nuovamente a farsi vivo, obbligato a non compromettere l’esito della semifinale già alla fine dei primi novanta minuti; i ragazzi di Ten Hag però non si scompongono e, anzi, vanno più vicini al raddoppio di quanto gli inglesi vadano vicini al pareggio. La legnata mancina di Tagliafico dalla distanza si conclude a mezzo metro dal palo, con Lloris comunque sulla traiettoria; dall’altra parte, Alli interviene al volo a risolvere un’azione confusa, ma la sua conclusione risulta troppo centrale per impensierire Onana. Nel finale, poi, il Tottenham viene graziato dal palo quando il diagonale di Neres, liberato dall’apertura di Tadic, viene rispedito in campo dalla base del montante a Lloris battuto.

Se, forse in modo piuttosto ingeneroso, Tottenham-Ajax è da più parti ritenuta la semifinale meno aristocratica tra le due, è di indiscutibile spessore nobiliare il confronto di questa sera tra Barcellona e Liverpool, entrambe legittimamente candidate alla vittoria finale; al “Camp Nou” si confrontano infatti due squadre capaci di alzare complessivamente dieci volte il trofeo, con i “Reds” che l’anno scorso uscirono sconfitti per mano del Real Madrid dalla finale di Kiev e i catalani che negli ultimi tredici anni hanno conquistato per quattro volte la più ambita delle coppe.

Gigi Bria 

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Gigi Bria

Le cose migliori arrivano per caso. Per caso, ormai dieci anni fa, iniziai ad insegnare diritto ed economia politica in una scuola superiore di Milano. Sempre per caso, qualche anno fa, mi fu proposto di scrivere. Ho visto "La Voce" quando era ancora un embrione; ora è il giovane figlio di cui mi prendo cura ogni giorno parlando di sport e dirigendone la relativa redazione. Seguo il mondo del calcio, confidando di riuscire a non far mai trasparire la mia pur blanda fede calcistica.

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