Politica

SIRI FUORI DAL GOVERNO. DI MAIO-SALVINI: 1-0

La vicenda lascia dietro sé uno strascico ancora incandescente: le tensioni nell'alleanza di Governo sono tutt'altro che ridimensionate

Con atto autonomo e senza passare dal voto in Consiglio dei Ministri, il Capo del Governo, Giuseppe Conte ha revocato l’incarico da Sottosegretario al leghista Armando Siri, indagato per corruzione. Il prossimo passo spetta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che dovrà controfirmare il provvedimento.

Anche se gli ambienti leghisti hanno definito la discussione in Cdm, “civile e pacata”, nonostante il Vicepremier e leader leghista, Matteo Salvini, pur non nascondendo il dissenso dalla decisione di Conte, ha confermato la propria fiducia al presidente del Consiglio, la vicenda lascia dietro sé uno strascico ancora incandescente.

Il Vicepremier, Luigi Di Maio canta vittoria: “In una giornata in cui l’Italia è scossa da inchieste su temi che riguardano la cosa pubblica, per me è altrettanto importante che il governo oggi abbia dato un segnale di discontinuità rispetto al passato”. “Grazie a quello che abbiamo proposto come M5s, il Cdm ha deciso di avviare la procedura di revoca dell’incarico ad Armando Siri perché quando si parla di inchiesta di corruzione e mafia la politica deve agire prima della giustizia”, ha aggiunto il Capo del M5S spiegando che la decisione è stata assunta “non perché Siri sia colpevole, ma semplicemente perché quando si parla in una inchiesta di corruzione e mafia e ci sono condotte inaccettabili per un governo del cambiamento, la politica deve agire prima dei giudici e dei magistrati”.

Sul fronte opposto, Salvini è stato piuttosto caustico affermando: “Prendo atto del fatto che la Raggi è indagata da anni ed è al suo posto. I nostri candidati sono specchiati. Se ci sono colpe di serie A e colpe di serie B, presunti colpevoli di serie A e di serie B. A casa mia se uno vale uno, inchiesta vale inchiesta. Noi non abbiamo alcun problema, la questione morale riguarda altri. Mi dispiace che qualcuno si stia sporcando la bocca su Attilio Fontana”.

Le tensioni nell’alleanza di Governo sono tutt’altro che ridimensionate. Certo è che al momento, il tabellone di Palazzo Chigi segna, Di Maio-Salvini: 1-0.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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