Economia

Consumi, scatta la corsa alle ciligie per la prova costume

L’Italia vanta anche il primato qualitativo in Europa con tre territori di produzione ed uno per la confettura che hanno ottenuto la protezione comunitaria

L’estate arriva almeno sulle tavole grazie alla raccolta delle prime ciliegie Made in Italy che si prospetta di qualità ottima e garantisce all’Italia il primato europeo nella produzione con circa 110 milioni di chili all’anno, davanti alla Spagna. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che, nonostante il maltempo, si trovano già sugli scaffali le ciliegie pugliesi che rappresentano oltre 1/3 della produzione nazionale, quelle campane e anche laziali in vendita nel mercati degli agricoltori di Campagna Amica mentre occorre attendere ancora qualche giorno per il Veneto e l’Emilia a partire da Vignola, considerata la capitale del “durone” dove si comincia a raccogliere il 15 maggio per finire i primi giorni di luglio.

Le ciliegie – sottolinea la Coldiretti – sono uno dei frutti più amati per mettersi in forma e prepararsi all’estate e superare la prova costume perché hanno poche calorie e contengono vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina A che aiuta a donare il caratteristico colore ambrato alla pelle. Le ciliegie contengono melatonina naturale, una sostanza che favorisce il sonno e sono una fonte di antiossidanti, che aiutano l’organismo a contrastare l’invecchiamento provocato dai radicali liberi. La fibra alimentare contribuisce invece ad aumentare il senso di sazietà una volta ingerite e per questo motivo possono essere utilizzate per allontanare l’appetito da quanti hanno l’esigenza di mettersi a dieta.

Per tutte queste caratteristiche ma anche per il gusto inimitabile gli italiani sono particolarmente ghiotti di ciliegie con un consumo stimato pari ad almeno due chili a testa all’anno, secondo la Coldiretti.

L’Italia vanta anche il primato qualitativo in Europa con ben tre territori di produzione delle ciliegie e uno per la confettura che – fa sapere la Coldiretti – hanno ottenuto la protezione comunitaria. Si tratta della ciliegia dell’Etna (D.O.P.) prodotta nel territorio di 22 comuni della provincia di Catania, della ciliegia di Marostica (I.G.P.) che è coltivata in nove comuni della provincia di Vicenza, della ciliegia di Vignola (I.G.P.) coltivata oltre che nel comune di Vignola anche in altri 14 comuni della provincia di Modena e 13 comuni della provincia di Bologna e le amarene brusche di Modena (I.G.P.) con l’Indicazione Geografica Protetta riservata esclusivamente alla confettura realizzata con i frutti migliori.

Se le produzioni tutelate sono riconoscibili dall’inconfondibile logo comunitario, tutte le ciliegie – sottolinea la Coldiretti – devono essere poste in vendita con un apposito cartello con indicata l’origine che occorre controllare per non cadere nell’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy. Tra i consigli va ricordato che – precisa la Coldiretti – le ciliegie non maturano dopo la raccolta e quindi devono essere acquistate già mature e pronte al consumo. In generale – conclude la Coldiretti – le prime varietà di ciliegie hanno la polpa soffice, poi arrivano anche varietà croccanti, come i duroni. Il loro colore è tipico della varietà, alcune sono mature quando sono rosse, altre assumono una colorazione più scura, tendente al nero a maturazione.

La Voce

Fonte: Coldiretti

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Redazione La Voce

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