Cronaca

SEA WATCH: I MIGRANTI SBARCANO, SALVINI S’INFURIA

Il leader leghista: "Pronto a denunciare chi ha dato l'autorizzazione"

Agrigento, 20 maggio – La Procura di Agrigento, pur sequestrando la nave ONG, ‘Sea Watch 3’ ed indagato il comandante, Arturo Centore, ieri sera ha dato ordine di far sbarcare a Lampedusa i 47 migranti che si trovavano a bordo. La decisione ha mandato su tutte le furie il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini che in più occasioni aveva detto No allo sbarco. Considerando la nave, “fuorilegge”, il titolare del Viminale ha dichiarato che è “pronto a denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare gli immigrati irregolari su una nave fuorilegge”. “Questo vale anche per organi dello Stato: se c’è qualche Procuratore pronto a mandarmi a processo con una condanna che può dare fino a 15 anni di carcere, se questo Procuratore autorizza lo sbarco, io vado fino in fondo”.

Lo sbarco dei migranti è avvenuto dopo una giornata carica di tensione, durante la quale il comandante della nave aveva fatto sapere alla Guardia Costiera ed alla Guardia di Finanza che, se non avesse avuto indicazioni entro le 21, avrebbe fatto rotta su Lampedusa, date le condizioni di salute di alcuni migranti.

La portavoce di ‘Sea Watch’, Giorgia Linardi aveva dichiarato: “I naufraghi hanno chiesto di indossare i giubbetti salvagente e hanno detto di volersi buttare in acqua per disperazione. Le condizioni a bordo sono peggiorate a livello di stress e tensione e il comandante ha dovuto tenerne conto”. E’ stato in quel momento che le Fiamme Gialle sono salite a bordo della nave per procedere al sequestro. “La nave è a disposizione degli inquirenti che hanno disposto un sequestro probatorio per verificare se c’è un reato da contestare” ha detto la Linardi, che non ha risparmiato il suo sarcasmo nei confronti di Salvini: “Ancora una volta si è dimostrato che i porti dell’Italia non sono chiusi”.

Dal Ministero dell’Interno non è tardata la reazione. “C’è stata un’accelerazione d’intesa tra tutti che ha di fatto spogliato il Viminale delle sue competenze”, hanno affermato fonti ministeriali all’Ansa, aggiungendo che Salvini “si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise su presunti scafisti presenti a bordo”. E non senza ironia: “La difesa dei confini deve essere una decisione della politica, espressione della volontà popolare, o di magistrati e ONG straniere?”.

La vicenda ha contribuito ad infiammare ulteriormente la polemica tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Salvini infatti ha velatamente accusato il Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di essere stato in qualche modo l’artefice dello sbarco. L’ordine, ha detto il leader leghista, “qualcuno lo avrà dato. Questo qualcuno ne dovrà rispondere. Chiunque sia stato ne risponderà davanti agli italiani”.

Toninelli non ha atteso per replicare a Salvini: “Porti chiusi a Sea Watch come a tutte le navi che non rispettano le convenzioni internazionali. Salvini, se ha qualcosa da dirmi, me la dica in faccia. Non parli a sproposito. È evidente che l’epilogo della vicenda è legato al sequestro della nave da parte della magistratura, non serve un esperto per capirlo. Magari il ministro dell’Interno si informi prima di parlare. E trovi soluzioni vere sui rimpatri, non ancora avviati da quando è il responsabile della sicurezza nazionale”.

Il Vicepremier, Luigi Di Maio ha commentato: “Il sequestro lo esegue la magistratura quindi non credo sia un espediente” per favorire lo sbarco dei migranti “perché la magistratura è indipendente dal governo. Quando arrivano qui contattiamo i Paesi Ue e chiediamo la redistribuzione. Io credo che la politica delle redistribuzioni è l’unica strada che abbiamo per fronteggiare il fenomeno. Poi c’è il tema dei rimpatri che si devono fare”.

Di Maio ha poi preso le difese di Toninelli: “Non accetto che il Ministro dell’Interno dica che se stanno sbarcando dalla Sea Watch è perché i ministri 5 Stelle hanno aperto i porti. La nave è stata sequestrata dalla magistratura e, quando c’è un sequestro, si fanno sbarcare obbligatoriamente le persone a bordo”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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