Storia

Il Manifesto di Ventotene: nasce l’idea dell’Europa unita

Il grande ideale dell’unità dei popoli europei è nato in Italia

Il pensiero che i popoli europei possano convivere pacificamente dandosi istituzioni e regole comuni, ha radici antiche; ed andando a vedere chi furono i pensatori che ipotizzarono l’unione degli abitanti del Vecchio Continente in una comune nazione europea, si scopre che questo nobile progetto ha paternità in gran parte italiana. Già Mazzini nel 1834 aveva cominciato a formulare l’ipotesi di una unione europea, la Giovine Europa frutto del patto di fratellanza siglato dai rappresentanti della Giovine Italia, della Giovine Polonia, e della Giovine Germania, ossia le tre nazionalità che non vedevano la nascita delle rispettive comunità nazionali essendo schiacciate dall’assolutismo; in quell’occasione venne concepita una organizzazione democratica sovrannazionale che promuovesse la libertà e l’emancipazione dei popoli europei.

Ma sarà con la nascita dei regimi fascisti, e quindi con le rovine della Seconda Guerra Mondiale, che la possibilità della creazione di una unità europea si farà concretamente strada, e a formulare l’”atto di nascita” dell’Europa frutto dell’unione dei popoli saranno anche questa volta degli italiani, ossia due detenuti politici antifascisti che dal confino redigeranno quello che è universalmente considerato l’atto costituivo dell’idea di Europa unita: Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.

Altiero Spinelli era nato a Roma nel 1907 e, conclusi gli studi liceali, si laureò in giurisprudenza; nel 1924 si iscrisse al Partito Comunista quando ormai la cosa voleva dire vivere in clandestinità. Nel 1927 Spinelli fu arrestato e condannato, in base alle leggi speciali fasciste, a sedici anni ed otto mesi di reclusione; dopo aver girato le carceri di varie località, nel 1937 fu trasferito al confine di Ventotene (una piccola isola del Tirreno). In quel periodo maturò la sua avversione al comunismo stalinista, cosa che gli procurò l’espulsione dal partito, ed entrò in contatto con personaggi come Sandro Pertini ed Ernesto Rossi.

Ernesto Rossi era nato a Caserta e, poco più che diciottenne, partecipò alla Grande Guerra; inizialmente avvicinatosi all’ideologia fascista, conobbe Gaetano Salvemini, grazie al quale Rossi si sganciò dal fascismo per porsi su posizioni democratiche e libertarie. Nel 1930 fu arrestato e condannato a venti anni di reclusione, parte scontati in carcere ad altri al confino di Ventotene. Qui conobbe Spinelli ed insieme elaborarono il documento che nel 1941 vide la luce, e che gettava le basi della creazione di una unione federale dei popoli europei.

Il Manifesto di Ventotene nacque dall’idea che l’esistenza nel Vecchio Continente di entità nazionali economicamente e militarmente individuate, che si consideravano concorrenti e potenziali nemici, fosse la causa dei conflitti che avevano insanguinato l’Europa nel passato e che stavano causando le tragiche vicende di quella guerra spaventosa; la vittoria delle nazioni democratiche contro quelle nazifasciste sarebbe stata inutile se dalla pace fosse rinato quello stesso sistema degli stati-nazione che alla guerra aveva portato. Il Manifesto ipotizzava quindi il superamento del sistema degli stati nazionali e la creazione di una unione federale degli europei.

Il percorso di integrazione degli stati europei comincerà nel 1951 con la nascita della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), per giungere con i Trattati di Roma nel 1957 alla nascita della CEE (Comunità Economica Europea); nel 1992 si arriverà poi al Trattato di Maastricht, che stabiliva i parametri economici e sociali necessari per far si che un paese potesse entrare a far parte dell’Unione Europea, per poi arrivare al Trattato di Lisbona del 2007 (entrato in vigore nel 2009), che stabiliva quelli che sono gli attuali poteri del Parlamento Europeo.

Spinelli e Rossi (che faranno una importante carriera politica nel dopoguerra e, soprattutto Spinelli, saranno protagonisti nel processo di formazione e nascita delle prime istituzioni comunitarie), avevano dato vita col Manifesto di Ventotene al primo “atto formale” di nascita dell’Europa frutto dell’unione degli stati nazione che, rinunciando ad una parte della loro sovranità, hanno permesso la nascita di quelle istituzioni comunitarie la cui esistenza ha permesso ai popoli europei di godere di un periodo di pace coma mai si era visto nella storia del Vecchio Continente.

Questo però non significa che l’esistenza dell’Unione Europea di oggi sia sufficiente per garantire un futuro di pace e prosperità a noi europei di oggi e soprattutto a quelli che verranno dopo di noi; le potenze economiche emergenti come la Cina, l’India e la Russia (ed aggiungiamo pure gli Stati Uniti, alleati militari ma rivali economici dell’Europa) possono essere fronteggiate solo con una unione europea vera, che vada oltre le attuali istituzioni comunitarie e che, nello spirito del Manifesto di Ventotene elaborato da Spinelli e Rossi, possa portare al superamento dell’Unione Europea ed alla nascita degli Stati Uniti d’Europa.

Marco Ammendola

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Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa

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