Musica

Enrico Ruggeri “spara” sull’industria discografica

Il cantautore milanese: "Oggi, un artista di vertice guadagna meno di una baby sitter"

Milano, 29 maggio – Il cantautore milanese, Enrico Ruggeri non le manda certo a dire all’industria discografica, rea di aver creato un sistema tale per cui, “le cose interessanti, le cose innovative e rivoluzionarie, le faranno i ricchi”. Lo ha detto intervenendo alla trasmissione ‘The Shooter’, in onda su ‘Pop Economy’ e condotta da Michele Monina.

“L’economia e la musica – dice Ruggeri – hanno sempre viaggiato su percorsi assolutamente divergenti. Se arriva un ragazzino dal Sud o dal paesino e che vince il talent, non puoi chiedergli di fare la rivoluzione. Quello a mala pena deve sperare che la radio gli passi il pezzo e di rimanere un po’ lì, mantenere la famiglia, avere il riscatto sociale; se invece hai una solidità economica, puoi permetterti di fare le cose che ti piacciono”.

“Lo scenario di adesso è quello della musica digitale, dove guadagnano solo le case discografiche e non gli artisti. Un artista di vertice, se gli fai i conti in tasca sugli utili di Spotify, guadagna molto meno di quella che viene a casa a tenermi i bambini”, dice ancora il cantautore.

E conclude: “Io una volta presi in giro Morandi, gli dissi: – quando tu alla fine degli anni’60 vendevi un sacco di dischi, l’RCA usava i tuoi soldi per finanziare il primo album di De Gregori, di Venditti, di questi che all’inizio non vendevano… Tu ti scavavi la fossa da solo, finanziando i tuoi curatori fallimentari”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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