Champions League

CHAMPIONS LEAGUE AL LIVERPOOL

Tottenham sconfitto per 2-0. Primo titolo per Klopp

Il Liverpool è campione d’Europa per la sesta volta nella storia; al “Wanda Metropolitano” di Madrid i “Reds” piegano il Tottenham per 2-0 in un confronto intenso ma non certo esaltante. Era difficile, d’altra parte, attendersi qualcosa di più spettacolare dei capolavori assemblati dalle due squadre nelle semifinali di ritorno quando, rispettivamente contro Barcellona e Ajax, sono entrambe risalite dagli abissi dell’inferno con due rimonte a dir poco palpitanti.

Il Tottenham schiera Lloris in porta con Trippier e Rose laterali, mentre Alderweireld e Vertonghen formano la coppia centrale; in mezzo al campo Sissoko e Winks fungono da diga alle spalle del trio dai piedi buoni composto da Alli, Eriksen e Son. Kane, recuperato dopo l’infortunio rimediato nei quarti di finale contro il Manchester City, opera da prima punta pur non essendo in perfette condizioni fisiche. Klopp struttura il Liverpool in modo consueto; Alisson difende i pali, mentre i terzini sono Alexander-Arnold e Robertson, con Van Dijk e Matip a comporre invece il duo centrale. Henderson, Fabinho e Wijnaldum sono i tre di centrocampo alle spalle dei fulminei Salah e Mane, che compongono l’attacco insieme a Firmino.

Il match assume una piega decisa già dopo 30 secondi; sul cross di Mane, infatti, Sissoko non riesce ad evitare l’impatto del pallone con il braccio inducendo l’arbitro sloveno Skomina a decretare, forse troppo severamente, il calcio di rigore. Dal dischetto Salah spiazza Lloris siglando l’1-0 che determina l’andamento dell’incontro; la prima frazione si sviluppa infatti in modo per lo più noioso, con un paio di lampi del Liverpool dalla distanza. La staffilata di Alexander-Arnold muore a mezzo metro dal palo, mentre la pur potente botta di Robertson sollecita i pugni di un attento Lloris.

La partitura cambia di poco nei secondi quarantacinque minuti; poco dopo la metà della frazione, Mane si accende con una splendida iniziativa solitaria, ma il rasoterra conclusivo di Milner dal limite sfiora la base del palo. Con il cronometro che scorre impietosamente, la squadra di Pochettino manifesta segni di vita nell’ultimo quarto d’ora dopo essere stata pressoché invisibile per 75 minuti; sul cross delizioso di Trippier, però, Alli manda alto di testa. Nei minuti successivi Alisson giustifica il prezzo del proprio cartellino respingendo il bolide di Son dalla distanza e, in rapida successione, bloccando il rasoterra di Lucas; poco dopo è ancora chiamato all’intervento da una velenosa punizione di Eriksen. Al minuto 87, però, cala il sipario; Origi, subentrato a Firmino in prossimità dell’ora di gioco e già eroico nel ritorno contro il Barcellona, sigilla il 2-0 risolvendo un’azione convulsa al limite dell’area che culmina con il diagonale mortifero del belga, imprendibile per Lloris. Anche a risultato ormai irrecuperabile, l’orgoglio londinese non si spegne e Son costringe Alisson ancora al tuffo in angolo, prima che il triplice fischio di Skomina mandi il 2-0 agli archivi.

Jürgen Klopp si scrolla così di dosso la fama di perdente di successo gustando un trionfo cui in carriera era già andato vicino per due volte, prima alla guida del Borussia Dortmund e l’anno scorso sulla panchina dei “Reds”. Viceversa, mastica ovviamente amaro Mauricio Pochettino, che tuttavia, pur da finalista perdente, può fregiarsi del merito di avere condotto il Tottenham alla prima finale di Champions League nella propria storia.

Gigi Bria

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Redazione La Voce

Quotidiano d'informazione e cultura nazionale ed internazionale, fondato nel 2014

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