Storia

La biblioteca di Alessandria: la più grande sede del sapere antico

La culla della conoscenza nell’antichità e la sua fine misteriosa

La città di Alessandria d’Egitto è stata una delle capitali culturali del mondo antico, e difatti quella illustre città del passato vide soggiornare i più noti nomi del pensiero e della scienza dell’antichità come poche altre, forse nessun’altra. Non a caso Alessandria fu sede di una delle più grandi ed importanti biblioteche dell’antichità, un vero punto di riferimento del sapere per secoli per tutte le culture che si sono affacciate nel Mediterraneo.

Alessandria d’Egitto fu fondata nel 332 a.C. dal grande condottiero da cui prese il nome, ossia Alessandro Magno (che, un po’ megalomane, di città col suo nome disseminò i vasti territori oggetto delle sue conquiste); come risaputo, dopo la morte del grande macedone (giugno del 323 a.C.), i suoi generali si contesero i territori dell’immenso regno che il loro capo aveva creato, ed il Regno d’Egitto toccò a Tolomeo (305 a.C.), dando origine a quella dinastia dei Tolomei che regnarono sull’Egitto fino alla conquista romana sotto l’ultima regina tolemaica, la famosa Cleopatra (30 a.C.). Nel periodo tolemaico Alessandria fu capitale del Regno d’Egitto e divenne il più importante centro commerciale di tutto il Mediterraneo, tanto che vi fu costruito il famoso Faro, una delle sette meraviglie del mondo antico, proprio per volere di Tolomeo I; l’illuminato sovrano seguì poi il consiglio di Aristotele e fece costruire nella capitale del suo regno una biblioteca, che doveva contenere quanto più fosse possibile del sapere umano. Per raggiungere tale scopo Tolomeo sguinzagliò in giro per il mondo i suoi uomini, i quali avevano la missione di raccogliere qualunque cosa capitasse loro sotto mano e che potesse essere funzionale all’accrescimento della conoscenza raccolta nella biblioteca. Dopo anni di alacre impegno, la biblioteca di Alessandria arrivò a contenere più di 700.000 rotoli di papiro, provenienti da ogni angolo del Mediterraneo e del Medio Oriente, collocati in nicchie nei muri.

La biblioteca di Alessandria ebbe bibliotecari illustri quali Eratostene (il primo a calcolare con buona approssimazione le dimensioni della Terra), Aristofane di Bisanzio (grande studioso di Pindaro, Euripide, Sofocle ed Eschilo), Aristarco di Samotracia (grande studioso di Omero, al quale attribuì la stesura dell’Iliade e dell’Odissea), ed il poeta Callimaco (primo a stilare un catalogo generale dei volumi custoditi.

Alessandria divenne la più fiorente città del mondo antico (primato che le fu strappato solo da Roma), divenendo anche culla del sapere scientifico; grazie al sapere della biblioteca, la splendida città accolse nomi illustri della scienza antica quali Euclide (il grande matematico padre della geometria), Aristarco di Samo (il primo ad elaborare una teoria eliocentrica), Erasistrato (il primo ad avere intuito il funzionamento del sistema circolatorio, ed Erofilo (il primo ad individuare nel cervello il centro del sistema nervoso e sede dell’intelligenza).

La biblioteca di Alessandria fu quindi il centro focale del sapere antico, ma quella splendida istituzione ebbe fine, una fine ancora oggi avvolta nel mistero. Secondo alcuni essa fu distrutta dalle fiamme (48 a.C.) quando Giulio Cesare volle incendiare la flotta di Cleopatra, causando la propagazione delle fiamme fino ai vicini edifici della biblioteca. Secondo altri la vera causa della distruzione della prestigiosa biblioteca fu opera del fanatismo religioso cristiano, quando il patriarca della ormai cristiana Alessandria, tale Teofilo, guidò personalmente una folla di fanatici che distrussero (391 d.C.) quello che considerarono il simbolo del sapere pagano e del libero pensiero, da sempre nemico delle religioni; ma anche questa ipotesi è dubbia. Altra ipotesi riguardante la fine della biblioteca è la distruzione ad opera del califfo Omar nel 640 d.C.; ma anche qui non vi sono documenti certi a sostegno. Probabilmente la biblioteca non fu distrutta in un unico violento gesto per volontà di un unico capo, romano, cristiano o musulmano, ma potrebbe semplicemente aver seguito il declino della dinastia tolemaica e quindi essere stata progressivamente abbandonata e “distrutta” dall’incuria.

La biblioteca di Alessandria è recentemente rinata, essendo stata ricostruita durante i lavori iniziati del 1995, sponsorizzati dall’ UNESCO e con donazioni di soldi e libri provenienti da tutto il mondo; la struttura è stata inaugurata nel 2002. Il luogo in cui l’opera è stata realizzata è lo stesso in cui era collocata la biblioteca antica; nell’edificio sono custoditi più di otto milioni di testi, e su una parete sono incisi i 4.000 caratteri che rappresentano tutti gli alfabeti del mondo.

Marco Ammendola

Tags
Mostra Altro

Marco Amendola

Anche se faccio tutt'altro lavoro, sono da sempre appassionato di storia, un romanzo talmente avvincente che non necessita di un finale a sorpresa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattordici − dodici =

Vedi Anche

Close
Close