Scienza

Un nuovo farmaco ridà speranza di vita a pazienti con tumore al polmone in stadio avanzato

Si chiama durvalumab ed è un farmaco in grado di aumentare notevolmente la sopravvivenza nei malati gravi. Il 57% dei pazienti sottoposti alla nuova nuova immunoterapia è vivo dopo tre anni dalla diagnosi

Una nuova speranza si accende nella lotta contro i tumori: la Società americana di oncologia clinica ha diffuso la notizia di un nuovo farmaco, chiamato durvalumab, che sarebbe in grado di aumentare significativamente la sopravvivenza nei pazienti con tumore al polmone in stadio avanzato. Un grande risultato per una categoria di pazienti con poche armi a disposizione e per i quali da due decenni non si registrava alcuna novità sul fronte delle cure.

Infatti il tumore del polmone non a piccole cellule, la tipologia più diffusa di carcinoma polmonare, in stadio avanzato e non operabile, in Italia registra oltre 12mila nuovi casi l’anno su un totale di 35mila casi. Lo studio è stato condotto in 235 centri in 26 Paesi e ha coinvolto 713 pazienti. Il 57% di essi, sottoposti a al nuovo approccio innovativo che punta a risvegliare il sistema immunitario per combattere le cellule cancerose, è infatti vivo dopo tre anni.

Prima della disponibilità del farmaco durvalumab, infatti, i tassi di sopravvivenza a cinque anni per questi pazienti erano limitati al 15-30%. Il traguardo raggiunto con questa nuova immunoterapia è un risultato incredibile se si pensa che questo è stato il primo trattamento immunoterapico che abbia fatto registrare un dato positivo di sopravvivenza a una distanza di tempo considerevole (3 anni), per questa categoria di pazienti.

Inoltre i risultati hanno rivelato un’efficacia costante e duratura, mantenendo una riduzione del 31% del rischio di morte per i malati gravi. Gli oncologi hanno definito i risultati della ricerca ottenuti “estremamente incoraggianti per pazienti che da 15 anni non avevano a disposizione nessuna nuova arma terapeutica e confermano durvalumab quale prima immunoterapia a dimostrare un beneficio significativo di sopravvivenza globale”.

Essendo un nuovo farmaco è ancora da testare, scoprire, provare e migliorare. Non a caso, gli scienziati hanno spiegato che sebbene il risultato sia stato un passo in avanti significativo nell’utilizzo dell’immunoterapia, esistono anche degli effetti avversi. Infatti è risultato che il 30,5% dei pazienti ha manifestato un evento avverso di grado 3 o 4 contro il 26,1% con placebo e il 15,4% ha dovuto interrompere il trattamento rispetto al 9,8% con placebo. Un enorme progresso in questo settore, , ma la sfida resta aperta anche a causa del fatto che, ad oggi, circa la metà dei pazienti oncologici ancora non risponde a tale approccio.

Beatrice Spreafico

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Beatrice Spreafico

"Leggere, scrivere, chiacchierare, ascoltare, ridere, amare.. queste sono le costanti della mia vita senza le quali non potrei essere io. Amo emozionarmi e sorprendermi, cercando di lasciare un bel ricordo di me nelle persone che incontro. Credo nell’empatia e nel potere della determinazione: la mia testardaggine incallita è rinomata e - guarda caso - il mio motto è “mai arrendersi. Le cose belle richiedono tempo”. Porto gli occhiali, che sono la mia estensione sul mondo e vivo tra ricci e capricci. Sono Social Media Manger In Wellnet, dove mi occupo di Social e sviluppo Piani Strategici ed Operativi per i clienti, su differenti piattaforme. In poche parole? Trasformo le loro richieste in parole ed immagini da ricordare. A LaVoce, invece, mi occupo della prima pagina scrivendo di politica, economia, attualità e scienza."

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