La "Sophia"

Condividere la propria conoscenza è un atto di responsabilità

L’insicurezza come spunto di riflessione ed evoluzione

Oggi voglio riflettere sul valore che viene dato alla condivisione e  su un atteggiamento che ho riscontrato piuttosto comune nelle persone ma di cui spesso non si è consapevoli.

Ci capita tutti i giorni che comunichiamo tra di noi, con persone nuove e con conoscenti. Mi chiedevo però quanto condividiamo veramente con gli altri?
Oggi si è piuttosto convinti di vivere in una società dove la diversità è un valore perché se condiviso diventa possibile una crescita e il ritorno all’unicità.

Di recente mi è capitato di condividere con alcune persone una cosa diversa dalle abitudini generiche e una mia presa di coscienza riguardo a determinate abitudini sociali. Ciò che mi ha fatto riflettere molto è stata la loro modalità di esternare i propri dubbi a riguardo oppure la necessità di avere dei chiarimenti. Quante volte la risposta di fronte a una cosa nuova è stata: “Fossi in te mi informerei meglio” oppure “Si ma non c’è nulla di male nel fare una cosa ogni tanto, non servono cambiamenti radicali”.

Questi sono solo alcuni esempi di risposte che variano ovviamente in base al contesto e al tipo di argomento. Ciò che però voglio dire con questo è che quando vediamo una persona agire in modo diverso dal nostro entriamo immediatamente in uno stato mentale ed energetico di competizione e ci sentiamo attaccati nel proprio modo di concepire la vita. Anziché riconoscere la diversità come spunto di riflessione e comprensione maggiore di noi stessi cerchiamo di creare un’insicurezza nell’altra persona che sta agendo in modo diverso da noi. In questo modo la propria abitudine o schema mentale sembra più corretta dell’altra.

Quando ci sentiamo sbagliati o giudicati di fronte a una nuova versione di vivere e concepire il nostro essere dovremmo riflettere se ciò che facciamo lo condividiamo interamente nel nostro essere non solo fisico ma sopratutto animico. Se la nostra anima è in risonanza con ciò che facciamo non potremmo mai sentirci sbagliati perché non è possibile alla nostra anima sentirsi sbagliata per ciò che è veramente.

Anche quando crediamo che una persona stia sbagliando strada e riteniamo corretto dare dei consigli è necessario condividere ciò in cui il nostro corpo e la nostra anima credono fermamente. Solo se riportiamo ciò che è il nostro valore diamo la possibilità all’altra persona di riconoscerlo e forse intraprendere un cammino differente ovvero il suo vero cammino.

Un tempo c’è stato un Aristotele che ha portato una concezione totalmente nuova riguardo l’essere umano e la società. Egli affermava per esempio che l’essere umano avesse una conoscenza innata che va oltre il mondo materiale. Per molto tempo si è stato tentato di tenere nascosta una verità a causa della paura dell’evoluzione di quel tempo.

Dovremmo chiederci se oggi finalmente la conoscenza non ci fa più paura e se abbiamo realmente capito il grande valore di condividere la propria conoscenza, i cambiamenti, le opportunità e gli atti di evoluzione.

Se siamo insicuri di ciò che portiamo avanti e se abbiamo ancora paura che la nostra anima potrebbe non essere in risonanza con lo stile di vita che conduciamo, siamo forse chiamati a rivalutare il punto di evoluzione reale in cui ci troviamo.

Quando riusciremo a esporre i nostri dubbi e difficoltà con sincerità e profondo ascolto potremo concepire la diversità come un grandissimo valore e vivere la conoscenza senza alcun timore.

Sophia Molitor 

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