Cronaca

SEA WATCH: CAROLA RACKETE E’ LIBERA

Il GIP non convalida l'arresto. Salvini furibondo: "Vergogna! Pronto il provvedimento di espulsione"

Agrigento, 3 luglio – Contravvenendo a quanto richiesto dalla Procura di Agrigento, il GIP della città siciliana non ha convalidato l’arresto di Carola Rackete, Comandante della ‘Sea Watch 3’ che torna libera. Secondo il magistrato, la condotta della Rackete è stata data dall’impossibilità di attraccare altrove, dato che Libia e Tunisia non sono considerati porti sicuri. Di conseguenza, il Comandante ha agito in forza di senso del dovere e per questo motivo, decadono il reato di resistenza a pubblico ufficiale e con esso, quello di resistenza a nave da guerra in quanto la motovedetta della Guardia di Finanza non è considerata tale.

“Sono sollevata dalla decisone del giudice che interpreto come una grande vittoria della solidarietà con tutte le persone che si stanno spostando inclusi i rifugiati, i migranti e i richiedenti asilo e contro la criminalizzazione degli aiuti in molti Paesi dell’Europa”, ha commentato la Rackete. “Sono molto emozionata per la solidarietà espressa nei mie confronti da molte persone”, ha aggiunto ringraziando tutto il personale della Ong e l’intero team di legali”.

Sulla stessa linea i difensori della donna, gli avvocati Alessandro Gamberini, Salvatore Tesoriero e Leonardo Marino: “Il provvedimento del GIP di Agrigento ripristina il primato del diritto rispetto a quello della forza”. La decisione della magistratura agrigentina dimostra “l’illegittimità della pretesa di chiudere i porti da parte del ministro dell’Interno”. Prevale dunque “l’incolumità della vita rispetto all’arbitrarietà di scelte operate solo per motivi propagandistici”.

La decisione del GIP ha scatenato la reazione del Vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini che ha dichiarato: “Per la magistratura ignorare le leggi e speronare una motovedetta della GdF non sono motivi per andare in galera. Nessun problema: pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese”. Salvini considera la Rackete “pericolosa per la sicurezza nazionale” e per questo motivo “tornerà nella sua Germania, dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi”. “L’Italia ha rialzato la testa – ha detto ancora Salvini -. Siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia. La pacchia è finita”. “Dalla giustizia mi aspettavo pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani, evidentemente sbagliavo”, aggiungendo che la Rackete è una “ricca fuorilegge”.

Successivamente, Salvini su Facebook ha scritto: “Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia? Mi vergogno di chi permette che in questo Paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro”. “Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice”.

Nel frattempo, il Prefetto di Agrigento ha firmato il provvedimento di allontanamento della Rackete. Prima della sua espulsione però, la donna dovrà essere sentita dal PM al quale risponderà del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, cosa che avverrà il 9 luglio.

La Voce

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Redazione La Voce

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