Calcio Serie A

Milan: buona accoglienza dei tifosi per il raduno a Milanello

Giampaolo e la dirigenza lavorano alla ricostruzione

L’amaro epilogo dello scorso campionato, la successiva esclusione dall’Europa ed un mercato finora in tono minore non hanno impedito ai sostenitori del Milan di accogliere festosamente la squadra in occasione del raduno estivo di Milanello; dopo la fine dell’era Berlusconi, per il club di via Aldo Rossi si tratta dell’ennesimo “anno zero”, ma tra i tifosi non mancano ampi cenni di ottimismo, alimentati dall’arrivo di un tecnico competente e discreto come Marco Giampaolo che, se da un lato rappresenta un personaggio orientato al mantenimento di un profilo basso, dall’altro si è distinto per la produzione di un gioco a tratti esaltante.

Naturalmente, in un club dalla storia nobile quale è il Milan non ci si può accontentare del buon calcio e degli applausi a fine partita, con buona pace del barone De Coubertin; la dirigenza non nasconde infatti l’obiettivo di riportare la squadra ai vertici, ma i tempi per realizzare tale ambizione non possono che essere strutturalmente lunghi. In questo contesto può quindi rivelarsi assolutamente azzeccata la scelta del tecnico abruzzese, che in più occasioni ha mostrato di saper cavare il meglio dal materiale a propria disposizione, quando non addirittura di consentire a talenti ancora in erba di esprimersi a livelli elevati. Allo stato attuale, pur nella mani di una guida di valore, la rosa del Milan non può che necessitare di corposi ampliamenti, che hanno tuttavia un presupposto imprescindibile nella preliminare cessione di qualche elemento.

In questo senso, Donnarumma continua a rappresentare un autentico “tesoretto” per il Milan, godendo di numerosi estimatori (dal Paris Saint Germain alla Juventus) che potrebbero garantire alle casse rossonere un introito non inferiore ai 50 milioni; in attesa di un’offerta davvero importante, però, il portiere di Castellammare non si muove. Non appare così immediata nemmeno la partenza di Franck Kessié; dopo le bizze dello scorso anno, il suo nome rimane tra i più accreditati ad un sacrificio che certamente non getterebbe nella disperazione i tifosi del Milan. Al momento però il centrocampista è ancora al seguito della Costa d’Avorio in Coppa d’Africa; al suo ritorno in Italia, l’ex atalantino potrebbe trovare una destinazione in Inghilterra, dove non manca di estimatori. La dirigenza rossonera sta poi intrattenendo più di una chiacchierata con la Torino granata, interessata alle prestazioni di Laxalt (chiuso dall’arrivo di Theo Hernandez), Borini e Castillejo, che tatticamente risultano poco collocabili nei piani di Giampaolo.

In entrata, sono finora certi solo gli arrivi di Krunic e di Theo Hernandez; per Bennacer, ancora impegnato in Coppa d’Africa con la Nazionale algerina, manca l’accordo formale con il giocatore, mentre quello con l’Empoli è già stato raggiunto sulla base di 16 milioni. Certamente, il mercato del Milan non può limitarsi all’acquisizione di due centrocampisti che lo scorso anno militavano in una squadra che poi è retrocessa e all’ingaggio di un terzino promettente ma che somiglia ad una scommessa. Ecco perchè, per la difesa, Lovren costituisce l’obiettivo numero uno per formare un’ottima coppia centrale con Romagnoli; l’ostacolo principale è rappresentato dall’ingaggio del giocatore, che peraltro andrebbe convinto a lasciare la squadra campione d’Europa a beneficio di un club che non parteciperà alle competizioni continentali. Per il centrocampo, il nome principale resta quello di Jordan Veretout, che è comunque partito per la preparazione di Moena con la Fiorentina, allenandosi tuttavia come separato in casa; Praet è un’espressa richiesta di Giampaolo, ma la Sampdoria non si schioda dalla richiesta di 25 milioni, giudicata troppo elevata dal Milan, che potrebbe così decidere di abbandonare definitivamente la pista. Per l’attacco, Piatek è l’unica certezza; il polacco ha cambiato numero di maglia e nella prossima stagione indosserà la 9, avvolta quasi da una maledizione dopo essere stata appesa al chiodo da Filippo Inzaghi. Il desiderio di Giampaolo, per il reparto offensivo, sarebbe quello di avere nuovamente ai propri ordini e di rivitalizzare Patrik Schick, esploso a Genova proprio grazie al tecnico abruzzese, prima di accasarsi alla Roma e di precipitare in un vortice che ne ha oscurato il talento cristallino.

Giampaolo, infine, si è mostrato attento anche ai patrimoni tecnici già detenuti dal Milan e che potrebbero essere recuperati. Conti, mai realmente rinato dopo gli infortuni al ginocchio, sarebbe uno scintillante innesto sul lato destro se tornasse a somigliare anche solo in parte al brillante terzino visto a Bergamo; Caldara, alla pari dell’ex compagno all’Atalanta, deve fare i conti con un fisico di cristallo, ma la sua statura tecnica è indiscutibile. Cahlanoglu, cui non mancano i piedi buoni nè una generosa propensione al sacrificio in campo, potrebbe costituire un’altra scommessa per Giampaolo; Paquetà, poi, sarà probabilmente investito di maggiori responsabilità in vista della sua definitiva consacrazione. Più difficile, invece, è che Cutrone, Suso e André Silva restino in blocco al Milan; i tre, infatti, non mancano di talento e potrebbero tornare utili alla causa rossonera. Allo stesso tempo, tuttavia, godono di un buon mercato e non può escludersi che di fronte ad un’offerta soddisfacente due di loro possano, seppur a malincuore, lasciare Milanello.

Gigi Bria

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Gigi Bria

Le cose migliori arrivano per caso. Per caso, ormai dieci anni fa, iniziai ad insegnare diritto ed economia politica in una scuola superiore di Milano. Sempre per caso, qualche anno fa, mi fu proposto di scrivere. Ho visto "La Voce" quando era ancora un embrione; ora è il giovane figlio di cui mi prendo cura ogni giorno parlando di sport e dirigendone la relativa redazione. Seguo il mondo del calcio, confidando di riuscire a non far mai trasparire la mia pur blanda fede calcistica.

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