Cronaca

Caso Orlandi, parla Alì Agca: “E’ viva e sta bene”

Secondo l'ex terrorista, la cittadina vaticana fu vittima di "un intrigo internazionale per motivi religiosi-politici" ordito dalla CIA

Roma, 25 luglio – L’ex terrorista turco Alì Agca, autore dell’attentato a Papa Giovanni Paolo II, è tornato a parlare del caso di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana della quale non si hanno più notizie dal 22 giugno 1983. Agca si è espresso attraverso una lettera aperta alla stampa internazionale.

Secondo l’ex terrorista, la Orlandi “è viva e sta bene da 36 anni”. “Non fu mai sequestrata nel senso classico del termine – ha spiegato Agca -, ma fu vittima di un intrigo internazionale per motivi religiosi-politici collegati anche con il Terzo Segreto di Fatima”.

Agca ha escluso responsabilità del Vaticano nell’intrigo, a differenza della CIA che nel merito, “dovrebbe rivelare i suoi documenti segreti”.

“Emanuela Orlandi non ha mai subito nessuna violenza, anzi è stata trattata bene sempre”, ha rimarcato Agca. Parlando poi di quanto detto da Papa Francesco al fratello della Orlandi, Pietro, ovvero “Se Emanuela si trova in cielo dobbiamo pregare per Lei”, l’ex Lupo Grigio ha commentato le parole del Pontefice come una dichiarazione “normalissima” che però “fu manipolata e fatto un film di menzogna intitolato ‘La verità è in cielo'”.

Agca ha poi detto: “Basta con menzogne e calunnie contro i morti come il prelato Marcinkus e Enrico de Pedis e altre persone innocenti. Nessuna criminalità e nessuna sessualità c’entrano con il caso Emanuela Orlandi”. “Tutti invitano il Vaticano a rivelare qualche documento in suo possesso sull’intrigo internazionale Emanuela Orlandi. Invece io invito la CIA a confessare la responsabilità diretta sul complesso di intrighi internazionali degli Anni Ottanta. Ci sono molte cose da dire, ma per ora devo limitare il discorso”, ha concluso l’ex terrorista.

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