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SALVINI ABBATTE L'(IN)UTILE IDIOTA CONTE ED APRE LA CRISI

I gialloverdi sono agli sgoccioli

Se non ci fossero di mezzo gli interessi degli italiani, quella che si sta consumando in queste ore sarebbe una farsa degna dei compianti Scarpetta e de De Filippo. Da una parte, lo scaltro, quello che ha capito tutto e risponde al nome di Matteo Salvini, Vicepremier e Ministro dell’Interno in carica; dall’altra, un signore che passerà alla storia come uno dei presidenti del Consiglio più trasparenti ed inutili della storia della democrazia: Giuseppe Conte.

Il professorino dal curriculum taroccato, quello delle università americane a conseguire master dove non si è mai visto, espressione del Movimento Cinque Stelle (e non poteva essere altrimenti), è stato abbattuto senza alcuna pietà da chi di politica ne sa più di lui, ovvero da Matteo Salvini.

Salvini si è fatto i suoi conti ed ha scoperto che il professorino ed i suoi pseudo-sodali pentastellati sono privi di maggioranza parlamentare e non glielo ha mandato a dire. Nell’incontro avuto luogo ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, il leader leghista è stato chiaro: constatato dal voto sulla TAV che non esiste più una maggioranza parlamentare, che Conte si presenti alle Camere per capire se è il caso di andare avanti o meno.

Salvini, dal canto suo, non teme una consultazione elettorale e mette nelle mani degli italiani le 7 poltrone di Governo della Lega. Non solo: è talmente sicuro dei suoi mezzi e del consenso elettorale che è pronto a candidarsi premier in caso di elezioni. “Piuttosto che tenere fermo il Paese, diamo la parola agli italiani, che ci diranno cosa bisogna fare. Non mi interessa tornare al vecchio, se devo mettermi in gioco con un’idea di futuro lo faccio da solo e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio, certo”, ha dichiarato chiedendo “agli italiani se vogliono darmi pieni poteri per fare le cose come vanno fatte”.

Alle parole del leader leghista ha replicato Conte, evidentemente nervoso e a tratti, in stato semiconfusionale. “Come ho già chiarito nel corso della mia informativa al Senato sulle inchieste russe, non considero il confronto tra Governo e Parlamento un molesto orpello del nostro sistema democratico, ma la vera essenza della nostra forma di governo e in particolare di una democrazia parlamentare”. “Spetterà a Salvini, nella sua veste di senatore, spiegare al Paese – ha aggiunto – e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento, le ragioni che lo portano a interrompono bruscamente” l’esperienza di Governo. “Questo passaggio istituzionale dovrà svolgersi davanti ai parlamentari, che sono i rappresentanti della nazione e quindi di tutti i cittadini”, ha sottolineato Conte. “Avevo promesso che la trasparenza e il cambiamento sarebbero stati i tratti distintivi di questo governo e vigilerò perché siano rispettati fino all’ultimo giorno. Non accetterò più che sia ancora svilito il lavoro dell’Esecutivo da me coordinato, il quale si è adoperato incessantemente per realizzare innumerevoli progetti di riforma a beneficio di tutti gli italiani. Non dovrà più essere vilipesa la dedizione, la passione con cui gli altri ministri, viceministri e sottosegretari hanno affrontato l’impegno di governo”.

In tutto questo clamore, trova spazio anche l’altro Vicepremier, Luigi Di Maio che, accusando la Lega di tradimento afferma: “Salvini mette i sondaggi davanti agli interessi del Paese. La Lega ha tradito l’Italia”. Salvini “fa cadere il Governo che aveva dato una nuova speranza contro il sistema in questo Paese. E’ venuto a Roma per fare questo dopo essere stato due settimane in spiaggia”. “Con le elezioni di ottobre ci sarà un governo che si insedierà a dicembre” e probabilmente “farà aumentare l’IVA”, ha aggiunto Di Maio sollecitando: “Vengano alle Camere per completare l’iter del provvedimento che taglia i parlamentari del 50%”.

In altri termini, dopo 14 mesi si sta per mettere la parola fine a questa pantomima. Forse a vantaggio di un’altra, quale un Conte bis? Non è da escludere. Del resto, chi oggi potrebbe avere interesse a vincere eventuali elezioni per andarsi a sedere sulla poltrona più rovente d’Italia?

Antonio Marino

 

Foto: Fabio Cimaglia / LaPresse

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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