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CONTE: ANCHE IL SENATO GLI DICE SI’

In Aula il premier si scontra duramente con la Lega. Di Maio: "Ora la fiducia degli italiani"

Dopo la Camera, anche il Senato ha detto Sì al Conte bis con 169 favorevoli, 133 contrari e 4 astenuti. Raggiante il Professore che sui suoi profili social parla di “un nuovo inizio per l’Italia, una stagione riformatrice di rilancio e speranza”

Non si può certo dire che per Conte al Senato siano state tutte rose e fori. La combattiva pattuglia della Lega gli ha dato filo da torcere, scandendo il suo intervento con cori e sfottò di vario genere.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, durante il suo intervento ha dichiarato che si tratta del Governo “Conte-Monti”, definendo il premier come “l’uomo che sussurrava alla Merkel”. Salvini ha picchiato duro aggiungendo che l’Esecutivo è “poltronismo” asservito all’Europa senza alcuno stile. Il Segretario del Carroccio ha definito Conte come “inchiodato alla poltrona come le vecchie mummie della prima Repubblica”. “Lo stile – ha proseguito Salvini – non si può ricondurre solo alla cravatta, alla pochette o al capello ben tagliato”. Ed ancora, un attacco sul programma, “un compitino scritto a casa”. Circa l’alleanza del Movimento Cinque Stelle col Partito Democratico, “siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Monti e Renzi”, “Abituatevi a tante piazze dove siete minoranza nel Paese ma anche all’interno dei vostri partiti”. “Non potete scappare all’infinito”, ha aggiunto.

Conte ha ribattuto ricordando che Salvini ha chiesto “pieni poteri”, volendo condurre il Paese, “unilateralmente”, verso elezioni anticipate. Non solo: Conte ha detto a Salvini di essere privo di dignità a seguito del suo voltafaccia e di “arroganza” per aver ascritto ad altri le sue colpe.

Al netto delle bagarre, il Governo Conte bis è stato salutato favorevolmente dal leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio. “Dopo la fiducia del Parlamento, il nuovo governo deve ottenere” la fiducia del popolo italiano, ha affermato. “La mia – ha aggiunto – è semplicemente serietà e impegno in questo nuovo governo che è nato e deve raggiungere degli obiettivi importanti. Adesso con i fatti dobbiamo ottenere la fiducia degli italiani, che è quella più importante e che mi sta a cuore in ogni cosa che faremo. La cosa che mi rincuora è che all’interno del programma di questo governo nato ci sono i punti che avevamo portato nel programma del Movimento Cinque Stelle”. “C’è ancora il salario minimo da fare per gli italiani che guadagnano due o tre euro all’ora, c’è ancora da revocare le concessioni autostradali a chi ha fatto cadere il Ponte Morandi, c’è da abbassare le tasse alle imprese e il cuneo fiscale – ha rimarcato Di Maio -. Ci sono un po’ di cose da fare. Il garante di questi temi e del fatto che io credo che si possano realizzare è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Indicato da noi come Movimento Cinque Stelle”.

“Sul Partito Democratico- ha detto ancora Di Maio –  ero uno dei più scettici, avevo parlato di andare il voto. Poi mi sono consultato con il Movimento, anche con Grillo, l’abbiamo messo al voto, l’80% degli iscritti ha votato a favore del nuovo governo. Poi quando mi sono seduto al tavolo con il Pd mi ha stupito positivamente che eravamo d’accordo su temi come il salario minimo e i temi ambientali. Senza essere di destra e di sinistra, può iniziare un nuovo percorso”.

“Dopo le Europee – ha aggiunto il leader pentastellato – avevo detto alla Lega ‘prendetevi il commissario dell’Italia’ ma si è fatta melina, non avevano a cuore il cambiamento dell’Europa. Oppure gli avevo detto ‘prendetevi il ministero dell’Economia per la Flax Tax'”.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo

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