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SIRIA-TURCHIA, ERDOGAN MINACCIA L’EUROPA: “SE CI OSTACOLA LE MANDEREMO I PROFUGHI”

Il Ministro degli Esteri italiano, Di Maio convoca l'Ambasciatore turco. Trump avverte Ankara: "Se non rispetta le regole, la Turchia sarà colpita con sanzioni"

Non è tardata la risposta dell’ISIS alla Turchia, dopo l’invasione dell’esercito di Ankara in Siria. I miliziani fedeli al Califfato hanno attaccato le forze curdo-siriane al confine con la Turchia, proprio nella zona dove si stanno svolgendo i combattimenti. I curdi hanno fatto sapere che nel corso dell’attacco dell’ISIS sono morti cinque militari turchi.

I bombardamenti però, hanno fatto vittime anche tra i civili: accertati due morti e tra questi, un bimbo di soli nove mesi a Sanliurfa, zona di confine con la Turchia. Pesante anche il bilancio dei feriti: 46 persone. La Mezzaluna Rossa però, parla di 10 civili uccisi e ne pubblica anche i nomi, oltre alle circostanze ed il punto in cui hanno perso la vita. Tuttavia, Ankara smentisce categoricamente di aver colpito civili. In un comunicato, il Governo turco afferma: “Nella pianificazione ed esecuzione dell’operazione vengono presi di mira solo rifugi, ripari, postazioni, armi, mezzi ed equipaggiamenti che appartengono a terroristi del PKK/PYD-YPG e dell’ISIS”.

Sul piano politico internazionale, l’Italia ha mosso i suoi passi: il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha convocato l’Ambasciatore turco a Roma. Il Governo italiano ritiene che l’attacco della Turchia debba cessare immediatamente per lasciare il passo al processo politico coordinato dalle Nazioni Unite e finalizzato a ripristinare l’ordine in Siria.

La Russia, dal canto suo, intende agevolare il dialogo tra Damasco ed Ankara. Il ministro degli Esteri Sergey Lavorv ha dichiarato: “Abbiamo motivi per credere che soddisferà gli interessi di entrambe le parti. Al tempo stesso promuoveremo i contatti tra Damasco e i gruppi curdi che rinunciano all’estremismo e alle tattiche terroristiche”. Tuttavia, Lavorov non ha perso occasione per chiamare in causa gli Stati Uniti, dando loro la colpa di quanto sta accadendo in Siria: “E’ il risultato delle azioni degli Stati Uniti in quell’area”, ha affermato il Ministro.

Data la presa di posizione dell’Unione Europea contro l’azione militare turca, Erdogan ha replicato minacciando Bruxelles: Se l’Ue ci accuserà di occupazione della Siria e ostacolerà la nostra operazione, apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”.

Il presidente americano, Donald Trump ha avvertito il Governo di Ankara: “Se non agirà secondo le regole, la Turchia sarà colpita molto duramente con sanzioni”.

I curdi hanno chiesto l’intervento delle Nazioni Unite attraverso i “caschi blu”. Dalbr Jomma Issa, comandante delle milizie curde, intervenendo alla Camera, si è detta convinta del fatto che l’ONU “può sicuramente aiutare”. “Da sempre abbiamo detto che vogliamo i caschi blu. Se le Nazioni Unite riuscissero a mandare una forza tra noi e la Turchia e tra noi e il regime. Due possibilità possono fermare la guerra: o l’Onu realizza una no fly zone cuscinetto, o può portare le forze delle Nazioni Unite”, ha affermato la militare curda.

Intanto, 60mila siriani hanno lasciato le loro case da quando sono cominciati i bombardamenti: lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. I maggiori movimenti si registrano nelle zone di Darbasiye e Ras Al Ayn in direzione Sud e Sud-Est, verso Hasake. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, teme a ragion veduta che i numeri degli sfollati possano crescere sensibilmente con la conseguenza di ulteriori sofferenze per la popolazione siriana. L’UNHCR ha espressamente chiesto alle parti in conflitto di poter garantire l’ingresso alle agenzie umanitarie.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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