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Siria, Erdogan: “Finiremo quello che abbiamo iniziato”

Offensiva turca contro Manbij. Prossimo obiettivo, Kobane con il beneplacito della Russia

La Turchia è decisa ad andare fino in fondo nel conflitto con la Siria: lo ha detto chiaramente il presidente Recep Tayyip Erdogan. “Siamo determinati e finiremo quello che abbiamo iniziato”, ha sottolineato il leader di Ankara. Erdogan ha poi confermato il sostegno della Russia nelle operazioni militari, incluso l’assalto a Kobane. Il presidente turco ha quindi ridimensionato gli effetti della mediazione condotta da Mosca per mettere d’accordo i curdi con il Governo di Damasco e porre sotto protezione Kobane, dopo l’uscita delle forze militari americane.

Erdogan ha voluto sottolineare che la guerra della Turchia non è contro i curdi ma contro i terroristi annidati nell’area di confine turco-siriana.

Il presidente turco non ha perso l’occasione per affondare una stilettata nei confronti di alcuni paesi europei. “Ho parlato con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il giorno prima con il premier britannico Boris Johnson. Nei nostri colloqui ho capito che c’è una seria disinformazione. Starete dalla parte del vostro alleato NATO o dalla parte dei terroristi? Ovviamente non loro non possono rispondere a questa domanda retorica”, ha detto Erdogan riferendosi chiaramente ad Italia, Francia e Germania che si stanno attivando per bloccare l’export delle armi verso la Turchia.

Intanto, le truppe turche hanno sferrato la loro offensiva su Manbij, ad Ovest dell’Eufrate, una zona controllata dai curdi. Per quanto riguarda i siriani, le loro forze governative avanzando in direzione Nord-Est, hanno raggiunto Ayn Issa, località di confine tra Raqqa e la Turchia.

Il conflitto sta generando inoltre un’emergenza umanitaria denunciata dall’OMS. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che nelle zone degli scontri si trovano 200mila profughi ed un milione e mezzo di altre persone necessitanti di cure mediche a seguito di possibili epidemie infettive.

Antonio Marino

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Antonio Marino

Cinquantunenne ma con lo spirito da eterno ragazzo. Adoro la compagnia degli amici con la 'A' maiuscola, la buona tavola e le buone birre. Appassionato di politica ma quella con la 'P' maiuscola, sposato più che felicemente. Difetti: sono pignolo. Pregi: sono pignolo
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